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I prezzi del petrolio crollano di oltre il 9% con la pausa del cessate il fuoco in Medio Oriente e la ripresa del terminal CPC che allentano i timori sull'offerta

I prezzi del petrolio sono calati bruscamente lunedì 27 luglio 2026, poiché l'allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e la ripresa dei caricamenti di greggio presso un importante terminal di esportazione nel Mar Nero hanno ridotto il premio al rischio di fornitura che aveva sostenuto i mercati energetici per gran parte del mese. Il Brent greggio è sceso di oltre il 9% nel corso della seduta intraday prima di stabilizzarsi intorno a 90 dollari al barile, mentre anche il West Texas Intermediate ha registrato un calo. Il sell-off è stato innescato dall'annuncio da parte degli Stati Uniti di una pausa negli attacchi militari contro l'Iran dopo quasi due settimane di operazioni.

Lo sviluppo ha ridotto i timori immediati che il conflitto in corso potesse ulteriormente compromettere i flussi petroliferi regionali o il trasporto commerciale attraverso rotte di esportazione strategiche, secondo un rapporto di Bloomberg citato da World Oil. Il sentiment di mercato ha ricevuto un ulteriore impulso dopo che i caricamenti di greggio sono ripresi presso il terminal del Caspian Pipeline Consortium (CPC) sulla costa russa del Mar Nero, uno snodo di esportazione fondamentale per il petrolio kazako. Gli armatori avevano evitato il terminal nei giorni scorsi a seguito di attacchi con droni ucraini, sollevando preoccupazioni per le interruzioni delle forniture ai mercati europei.

La ripresa delle operazioni ha contribuito ad attenuare tali timori e ha concorso al calo generalizzato dei futures sul greggio. Nonostante il brusco sell-off di lunedì, i futures sul greggio rimangono in rialzo di circa il 20% su base mensile, riflettendo le persistenti interruzioni alle rotte commerciali globali causate dal conflitto in corso in Medio Oriente. Il transito attraverso lo Stretto di Hormuz continua a operare ben al di sotto dei livelli normali, e gli attacchi dei militanti Houthi sostenuti dall'Iran nel Mar Rosso continuano a rappresentare rischi per le infrastrutture di esportazione saudite e per i flussi regionali di greggio, fattori che gli analisti indicano come elementi di supporto ai prezzi del petrolio.

Gli analisti hanno inoltre evidenziato i cambiamenti nel posizionamento del mercato dei futures come fattore contribuente al calo di lunedì. Gli investitori hanno aumentato le scommesse ribassiste nelle sessioni recenti nella convinzione che un conflitto regionale più ampio possa in ultima analisi essere evitato, aggiungendo ulteriore pressione al ribasso sui prezzi del petrolio dopo il significativo rally mensile. I movimenti della giornata sottolineano la natura altamente reattiva dei mercati energetici agli sviluppi geopolitici, con i trader che monitorano attentamente qualsiasi segnale riguardante l'evoluzione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e la situazione della sicurezza attorno ai principali snodi di transito petrolifero.

Fonte: World Oil / Bloomberg, 27 luglio 2026.

Fonte: worldoil.com

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