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Il conto delle importazioni del Giappone raggiunge un record storico con i prezzi del petrolio in aumento dell'87,8%

Il conto totale delle importazioni del Giappone ha raggiunto un massimo storico di 76,39 miliardi di dollari a luglio 2026, guidato prevalentemente dai prezzi elevati del petrolio greggio, secondo i dati riportati da Reuters. La cifra rappresenta un aumento sostanziale del 27,8% rispetto a luglio 2025. Mentre le importazioni di petrolio greggio del Giappone sono cresciute modestamente del 5,5% in termini di volume anno su anno, l'impatto monetario è stato molto più drammatico.

Il conto della bolletta petrolifera è balzato dell'87,8%, superando il precedente record stabilito a giugno 2026. Questo aumento ripido riflette l'effetto combinato di prezzi di riferimento del greggio più elevati e di spedizioni più grandi di petrolio americano più costoso che entra nel mercato giapponese. Koki Akimoto, analista presso il Daiwa Institute of Research, ha spiegato la dinamica dietro questi dati: "La ripresa nei volumi di greggio, combinata con i prezzi del petrolio persistentemente elevati e le spedizioni più grandi di petrolio americano più costoso, ha continuato a spingere in alto il valore delle importazioni".

Questa valutazione sottolinea come il Giappone affronti una sfida duplice di mantenere adeguate forniture energetiche mentre assorbe significative pressioni sui costi. La dipendenza dalle importazioni energetiche del Giappone rimane critica per la sua economia. Prima dello scoppio del conflitto tra gli Stati Uniti e Israele con l'Iran alla fine di febbraio 2026, il Giappone si procurava circa il 90% del suo petrolio greggio dal Medio Oriente.

L'escalation geopolitica nella regione ha spinto gli importatori giapponesi a diversificare urgentemente le loro fonti di approvvigionamento. Il Giappone ora acquista greggio dalla Nigeria, dall'Angola, dal Sudan del Sud, dall'Azerbaigian, dagli Stati Uniti e dal Canada, riducendo il rischio di concentrazione ma al costo di spese di importazione complessive più elevate. Mentre la strategia di diversificazione ha avuto successo nel mantenere la sicurezza energetica, ha introdotto pressioni inflazionistiche nell'economia giapponese.

Le condizioni di mercato attuali suggeriscono che il sollievo potrebbe non arrivare presto. Hiroyuki Kikukawa, analista presso Nissan Securities, ha osservato che "i prezzi del petrolio sono rimasti elevati poiché il mercato è sostenuto da attacchi sporadici nel Medio Oriente ma manca di nuovo slancio senza una grave escalation". La sua valutazione implica che senza ulteriori sviluppi drammatici, l'ambiente di prezzi elevati potrebbe persistere.

Le tensioni geopolitiche che guidano l'ambiente di prezzi elevati non mostrano segni di diminuzione. L'Iran ha minacciato nuovi attacchi contro gli asset americani nel Medio Oriente, il Presidente Trump ha minacciato misure economiche contro l'Iran, e gli Emirati Arabi Uniti hanno reciso tutti i legami commerciali con l'Iran in seguito ad accuse di attacchi missilistici al suo territorio. Queste tensioni in escalation riducono la probabilità di una normalizzazione dei mercati energetici nel breve termine, sostenendo potenzialmente le pressioni sui costi che il Giappone ora affronta sulle sue bollette di importazione.

Fonte: oilprice.com

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