OIL

S&P Global: l'LNG statunitense diventerà il secondo settore esportatore del Paese entro il 2031, la domanda di gas di alimentazione raddoppierà a 36 Bcfd

Le esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto sono sulla buona strada per diventare il secondo settore netto di esportazione della nazione entro il 2031, trainate dall'accelerazione degli investimenti, dall'espansione della capacità di esportazione e dalla crescente domanda globale. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato da S&P Global Energy. Il rapporto prevede che la domanda statunitense di gas di alimentazione per l'LNG raddoppierà fino a 36 miliardi di piedi cubi al giorno (Bcfd) nel corso dei prossimi cinque anni, un livello superiore del 25% rispetto alle precedenti previsioni di scenario base, man mano che i nuovi progetti di esportazione entreranno in funzione.

Gli Stati Uniti, già il maggiore esportatore mondiale di LNG, dovrebbero rappresentare più di un terzo del mercato globale dell'LNG nel corso di tale periodo. S&P Global stima che oltre 1.000 miliardi di dollari verranno investiti lungo l'intera filiera dell'LNG statunitense fino al 2040, sostenendo circa 555.000 posti di lavoro all'anno e contribuendo per 1.400 miliardi di dollari al prodotto interno lordo degli Stati Uniti. Lo studio prevede inoltre 2.900 miliardi di dollari in ricavi d'impresa, 206 miliardi di dollari in entrate fiscali federali e statali e quasi 630 miliardi di dollari in redditi da lavoro nel medesimo arco temporale.

Le prospettive aggiornate riflettono un maggiore slancio negli investimenti a seguito della revoca della sospensione dei permessi per l'LNG statunitense all'inizio del 2025. Da allora, sette decisioni finali di investimento sono state raggiunte su nuovi progetti LNG, con ulteriori progetti attesi in fase di avanzamento nel corso del prossimo anno. Daniel Yergin, vicepresidente di S&P Global e presidente del comitato di studio, ha commentato la portata dell'espansione del settore: "La profonda crescita dell'LNG statunitense sta superando ogni aspettativa.

I benefici economici in termini di occupazione, PIL e redditi da lavoro sono sulla strada per superare tutte le previsioni precedenti, mentre l'abbondanza delle risorse gasiere americane fa sì che i prezzi interni rimangano tra i più bassi al mondo." Nonostante il previsto aumento delle esportazioni, S&P Global ha concluso che l'impatto sui prezzi interni del gas naturale negli Stati Uniti rimarrebbe contenuto. Lo studio prevede che i costi medi del gas naturale per i consumatori residenziali aumenteranno di circa l'1,6% tra il 2026 e il 2031, mentre i prezzi all'Henry Hub dovrebbero rimanere tra i più competitivi al mondo, sostenuti dall'abbondante offerta interna e da un'ampia rete di gasdotti. Tuttavia, il rapporto lancia un significativo avvertimento riguardo alla stabilità del mercato globale.

Un ritardo nei progetti di esportazione di LNG recentemente approvati potrebbe comprimere i mercati mondiali dell'LNG entro il 2031, con potenziali aumenti di prezzo fino al 50% in Europa e in Asia, aprendo al contempo spazio ai fornitori concorrenti per conquistare quote di mercato. Sul fronte dell'offerta interna, S&P Global ha individuato nelle infrastrutture di gasdotto il principale vincolo alla continua crescita del mercato, in particolare nel Nordest degli Stati Uniti, dove una maggiore capacità di trasporto potrebbe ridurre la volatilità stagionale dei prezzi e migliorare l'affidabilità dell'approvvigionamento regionale. Fonte: World Oil / studio S&P Global Energy, 16 luglio 2026.

Fonte: worldoil.com

Vuoi approfondire con un nostro FT Specialist?

I servizi FT Mercati possono essere provati gratuitamente per 15 giorni, senza alcun impegno. Compila il form e ti ricontatteremo al più presto.