Adam Posen, economista del Peterson Institute for International Economics (PIIE), sostiene che i mercati finanziari potrebbero ancora sottovalutare la velocità con cui la Bank of Japan intende inasprire la politica monetaria, secondo un'intervista andata in onda su Squawk Box Asia di CNBC il 13 luglio 2026. Posen ha affrontato diverse dimensioni chiave delle prospettive macroeconomiche del Giappone, avvertendo che il consenso degli investitori potrebbe interpretare erroneamente la traiettoria della normalizzazione della politica della BoJ. L'economista ha sottolineato una tensione rilevante nel mix di politiche giapponese: sebbene la spesa fiscale rimanga espansiva, un inasprimento monetario potrebbe nondimeno essere giustificato, una combinazione che i mercati potrebbero non stare prezzando pienamente.
Sul fronte valutario, Posen ha discusso le prospettive per lo yen giapponese e ha sollevato la possibilità di rinnovate pressioni da parte degli Stati Uniti sulla politica valutaria del Giappone, un tema che è emerso periodicamente nei colloqui bilaterali commerciali ed economici. La direzione dello yen rimane strettamente legata al ritmo e all'entità dei rialzi dei tassi della BoJ, rendendo la comunicazione di politica della banca centrale una variabile critica per i mercati valutari. Le prospettive fiscali del Giappone hanno occupato un ruolo di primo piano anche nell'analisi di Posen.
Con la spesa pubblica che rimane elevata, l'interazione tra politica fiscale e monetaria presenta una sfida complessa per i responsabili politici a Tokyo, e Posen ha suggerito che il mercato potrebbe non tenerne adeguatamente conto nel suo posizionamento attuale. I commenti arrivano mentre la Bank of Japan prosegue la sua graduale uscita da decenni di politica monetaria ultra-accomodante, una svolta che ha implicazioni significative non solo per i mercati domestici giapponesi, ma anche per i flussi di capitali globali, considerato il ruolo del Giappone come uno dei maggiori paesi creditori al mondo.
Fonte: cnbc.com