Il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha tenuto il 13 luglio 2026 un discorso molto atteso, avvertendo che la politica monetaria statunitense si trova a un punto di svolta critico, mentre l'inflazione core continua a salire, aprendo la prospettiva di aumenti dei tassi di interesse nel breve termine qualora i dati in arrivo non mostrino miglioramenti. Nelle dichiarazioni diffuse dal Consiglio della Federal Reserve e riportate da States News Service, Waller ha descritto un'economia statunitense che rimane fondamentalmente solida sul versante reale, con una spesa dei consumatori resiliente, investimenti aziendali solidi e un mercato del lavoro che opera vicino all'obiettivo di massima occupazione del FOMC. Tuttavia, ha espresso una crescente preoccupazione per la traiettoria dell'inflazione, che a suo avviso aveva preso una direzione sbagliata nel corso della prima metà dell'anno.
L'inflazione core, misurata dal tasso annuale delle spese per consumi personali (PCE) su 12 mesi, è salita dal 3,0% del dicembre 2025 al 3,4% del maggio 2026, un aumento di oltre mezzo punto percentuale che Waller ha definito generalizzato e incompatibile con l'obiettivo del 2% del FOMC. L'inflazione headline del PCE si è attestata al 4,1% nei 12 mesi fino a maggio, in netto rialzo rispetto all'intervallo compreso tra il 2,8% e il 2,9% registrato tra settembre 2025 e febbraio 2026, trainata in larga parte dall'impennata dei prezzi dell'energia a seguito dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. Waller ha individuato tre principali fattori di pressione inflazionistica: i dazi sulle importazioni, i prezzi elevati dell'energia e le ricadute della domanda robusta legata allo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Ha sottolineato che le ricerche della Federal Reserve suggeriscono che l'impatto inflazionistico diretto dei dazi è stato relativamente modesto e si è in gran parte esaurito, e che il recente calo dei prezzi del petrolio rispetto ai massimi di aprile dovrebbe iniziare a spingere al ribasso l'inflazione headline nei mesi a venire. Ha tuttavia avvertito che i mercati del greggio rimangono volatili e che anche i precedenti picchi di prezzo potrebbero ancora riversarsi sulle misure dell'inflazione core. Riguardo alla domanda legata all'intelligenza artificiale, Waller ha segnalato aumenti significativi dei prezzi di semiconduttori, chip per computer, server e periferiche correlate, osservando che le carenze di chip di memoria e archiviazione, nonché di unità di elaborazione centrale utilizzate nell'infrastruttura AI, stavano facendo salire i prezzi dell'elettronica di consumo, storicamente caratterizzata da costi in calo.
Ha definito questo fenomeno come una fonte di pressione inflazionistica limitata ma potenzialmente crescente, qualora il boom degli investimenti nell'AI dovesse continuare. Nonostante il preoccupante quadro inflazionistico, Waller ha tracciato una netta distinzione tra il contesto attuale e l'episodio del 2021-2022 che aveva portato ad aumenti aggressivi dei tassi. Ha evidenziato due differenze fondamentali.
In primo luogo, il mercato del lavoro è oggi considerevolmente meno teso, con il rapporto tra offerte di lavoro e lavoratori disoccupati ora vicino a uno a uno, rispetto al due a uno registrato quando il FOMC iniziò ad alzare i tassi nel 2022. La retribuzione oraria media cresce a un ritmo di circa il 3,5% annuo, un ritmo che ha definito coerente con un'inflazione al 2% data la solida crescita tendenziale della produttività, rispetto agli aumenti annui del 5-6% registrati nel 2022. In secondo luogo, le aspettative di inflazione rimangono ben ancorate vicino all'obiettivo del 2%, con i Treasury Inflation-Protected Securities a due e cinque anni che indicano aspettative di inflazione rispettivamente al 2,1% e al 2,3%.
Waller ha sottolineato che le aspettative di inflazione ancorate non esentano i responsabili delle politiche monetarie dall'obbligo di intervenire quando l'inflazione supera significativamente l'obiettivo, ma consentono alla banca centrale di muoversi in modo più ponderato e di rendere gli aumenti dei tassi meno persistenti di quanto altrimenti sarebbe necessario. Sul mercato del lavoro, Waller ha riconosciuto la recente volatilità dei dati, tra cui una stima iniziale di soli 57.000 posti di lavoro creati a giugno e revisioni al ribasso pari in media a 37.000 unità al mese per aprile e maggio. Ha nondimeno descritto la tendenza di fondo come stabile, rilevando che la creazione media mensile di posti di lavoro negli ultimi tre mesi si è attestata a 111.000 unità, rispetto a una media di appena 9.600 al mese nel 2025, anno in cui il PIL reale è cresciuto del 2,1%.
Ha attribuito il netto calo del tasso di partecipazione alla forza lavoro in età primaria a possibili distorsioni statistiche nei dati, piuttosto che a un segnale di deterioramento, richiamando le misure più ampie della sottoutilizzazione del lavoro che sono effettivamente diminuite a giugno. Guardando al futuro, Waller ha dichiarato di attendersi una continuazione della solidità della spesa dei consumatori, sostenuta dal recente calo dei prezzi dell'energia rispetto ai picchi di aprile, e ha previsto che gli investimenti legati all'AI manterranno un ritmo sostenuto nel breve termine e probabilmente fino al 2027. Ha affermato che gli acquisti finali interni privati, che ha definito un indicatore affidabile del momentum sottostante del PIL, sono probabilmente cresciuti in modo robusto nel secondo trimestre.
Il governatore ha chiarito che il prossimo rapporto sull'indice dei prezzi al consumo relativo a giugno, seguito dai dati sui prezzi alla produzione, fornirà informazioni cruciali per le deliberazioni del FOMC. Ha dichiarato che, pur essendo disposto a vedere una lettura dell'inflazione core più bassa, avrebbe bisogno di osservare diversi mesi di miglioramento prima di concludere che l'inflazione si trovasse su un percorso di discesa sostenibile. Se i dati confermassero la prosecuzione della tendenza al rialzo dell'inflazione core, Waller ha indicato che il FOMC dovrebbe considerare un inasprimento della politica monetaria nel breve termine.
"Siamo a un crocevia per la politica monetaria, e l'azione appropriata dipenderà dai dati in arrivo", ha concluso Waller, sottolineando la natura condizionale della prossima mossa della Fed e la sua determinazione sia a riportare l'inflazione all'obiettivo del 2% sia a evitare un eccessivo inasprimento della politica che potrebbe rischiare di provocare una recessione. Il discorso è stato tenuto il 13 luglio 2026 e pubblicato dal Consiglio della Federal Reserve. Le opinioni espresse sono quelle del governatore Waller e non riflettono necessariamente le posizioni degli altri membri del Consiglio della Federal Reserve o del Federal Open Market Committee.
Fonte: insurancenewsnet.com