La banca centrale del Cile ha rivisto al rialzo le sue previsioni sul prezzo medio del rame a 5,90 dollari per libbra per il 2026, pur abbassando contestualmente le stime sulla crescita economica interna per l'anno in corso. La revisione riflette una solida domanda globale e una produzione mineraria limitata, rafforzando lo status del rame come uno dei mercati delle materie prime più robusti al mondo. Le previsioni, riportate da Mining.com, segnalano una crescente fiducia istituzionale nella traiettoria di lungo termine del metallo.
Le proiezioni della banca centrale indicano un calo del prezzo del rame a 5,20 dollari per libbra nel 2027 e a 5,00 dollari nel 2028, livelli che restano comunque ben al di sopra delle medie storiche. L'agenzia statale cilena del rame, Cochilco, ha espresso separatamente un analogo ottimismo, citando la scarsità dell'offerta globale e la crescita accelerata della domanda proveniente dalle energie rinnovabili, dai trasporti elettrici e dalle infrastrutture digitali come fattori principali a sostegno dei prezzi. In quanto maggior produttore mondiale di rame, il Cile esercita un'influenza determinante sulle dinamiche globali dell'offerta.
Secondo l'U.S. Geological Survey (USGS), il paese ha prodotto circa 5,3 milioni di tonnellate metriche di rame nel 2025, pari a circa un quarto della produzione mineraria mondiale. Tra i principali asset produttivi figurano le operazioni di Escondida, Collahuasi e Codelco.
Cochilco prevede che la produzione annuale cilena raggiunga circa 5,54 milioni di tonnellate metriche entro il 2034, anche se gli analisti avvertono che la crescita sarà graduale, a causa del declino dei tassi di mineralizzazione e dell'aumento dei costi di sviluppo. Il produttore statale Codelco, ancora in fase di recupero dopo che la produzione era scesa ai minimi da oltre vent'anni nel 2022 e nel 2023, prevede che i volumi si mantengano vicini ai livelli attuali, piuttosto che raggiungere l'obiettivo di lungo termine di 1,7 milioni di tonnellate metriche annue entro il 2030 precedentemente dichiarato. La produzione delle miniere di proprietà di Codelco ha raggiunto 1,33 milioni di tonnellate metriche lo scorso anno.
Il presidente Bernardo Fontaine ha riconosciuto apertamente la situazione: "È molto probabile che si attesti a un tasso di produzione abbastanza simile a quello attuale." Fontaine ha inoltre citato ritardi imprevisti e costi più elevati che interessano i principali progetti di espansione, indicando al contempo la miniera di El Abra — in cui Codelco detiene una quota del 49% insieme a Freeport-McMoRan — come una promettente opportunità di investimento futura. Freeport intende investire 7,5 miliardi di dollari per espandere quell'operazione. Sul fronte della domanda, due forze strutturali stanno ridisegnando il profilo dei consumi di rame.
La International Energy Agency (IEA) identifica le reti elettriche come il principale motore della futura domanda di rame, poiché i paesi investono in migliaia di chilometri di nuove infrastrutture di trasmissione per collegare i progetti di energia rinnovabile e far fronte alla crescente richiesta di elettricità. I veicoli elettrici rappresentano un altro importante vettore di domanda: la IEA stima che un veicolo elettrico a batteria richieda circa 2,5 volte più rame rispetto a un'automobile tradizionale a benzina. Anche le turbine eoliche, i parchi solari e i sistemi di accumulo a batteria richiedono quantità significative del metallo.
L'intelligenza artificiale si sta affermando come terzo driver strutturale della domanda. I data center per l'IA richiedono trasformatori, sottostazioni, sistemi di raffreddamento, infrastrutture di alimentazione di emergenza e un'estesa cablatura elettrica, tutte applicazioni ad alto consumo di rame. La IEA prevede che il consumo globale di elettricità da parte dei data center più che raddoppierà entro il 2030, raggiungendo circa 945 terawattora all'anno, un valore grosso modo equivalente al consumo elettrico annuo totale attuale del Giappone.
La maggior parte di questo incremento è attribuita ai carichi di lavoro dell'IA, con le principali aziende tecnologiche tra cui Google, Microsoft, Amazon e Meta che continuano ad espandere la loro presenza nel settore dei data center. Guardando più avanti, S&P Global prevede che la domanda globale di rame potrebbe quasi raddoppiare, passando da 28 milioni di tonnellate metriche annue nel 2025 a 42 milioni di tonnellate entro il 2040, trainata principalmente dall'elettrificazione, dallo sviluppo delle energie pulite, dall'IA e dalle tecnologie digitali. La IEA stima che le tecnologie per l'energia pulita potrebbero rappresentare quasi la metà della domanda globale di rame entro il 2040 in uno scenario di emissioni nette zero.
I vincoli dell'offerta si sommano al quadro della domanda. La IEA osserva che lo sviluppo di una nuova miniera di rame può richiedere tra i 15 e i 20 anni dalla scoperta alla produzione, comprensivi dei processi di autorizzazione, finanziamento e revisione ambientale. L'International Copper Study Group (ICSG) si aspetta un aumento della produzione mineraria mondiale nei prossimi anni, ma molti analisti ritengono che tale crescita non sarà sufficiente a soddisfare il fabbisogno di domanda, a causa di ritardi nei progetti, del declino dei tassi di mineralizzazione e dell'aumento dei costi di capitale.
La maggior parte degli analisti di mercato citati da carboncredits.com mantiene una visione costruttiva di lungo termine sui prezzi del rame, sostenendo che la domanda strutturale proveniente dalle infrastrutture per l'energia pulita e l'IA non potrà essere soddisfatta senza un incremento sostenuto degli investimenti nel settore minerario, che non si è ancora materializzato nella misura necessaria. Le previsioni di prezzo aggiornate del Cile sono ampiamente interpretate come il riflesso di questo persistente squilibrio tra domanda e offerta, piuttosto che di un fenomeno di mercato di breve termine.
Fonte: carboncredits.com