I mercati globali del nichel stanno affrontando gravi difficoltà, con i prezzi dimezzati dal 2022 a causa di un persistente eccesso di offerta sia di nichel raffinato di Classe 1 che di Classe 2. Anche i prezzi dell'acciaio inossidabile sono in calo, aggravando le pressioni su un settore in cui la produzione di acciaio rimane il principale motore della domanda di nichel. Tuttavia, le prospettive a lungo termine presentano un quadro contrastante: la domanda assoluta di catodi a base di nichel cresce rapidamente di pari passo con il mercato dei veicoli elettrici, con previsioni del settore che proiettano le batterie al 40% della domanda totale di nichel entro il 2040, rispetto all'attuale 24%.
In questo contesto volatile, un nuovo rapporto pubblicato dall'Intergovernmental Forum on Mining, Minerals, Metals and Sustainable Development (IGF), intitolato Developing Sustainable Nickel-Based Battery Value Chains in Indonesia and the Philippines, sostiene che entrambe le nazioni devono ricalibrate con urgenza i propri quadri normativi per attrarre investimenti e consolidare la propria posizione nella catena di approvvigionamento delle batterie del futuro. Indonesia e Filippine insieme rappresentano circa il 70% della produzione mineraria globale di nichel, rendendo le loro scelte politiche decisive non solo a livello interno, ma per l'intero panorama globale dei minerali critici. Secondo il rapporto IGF, raggiungere il giusto equilibrio tra tutela degli investitori e flessibilità normativa sarà centrale per attraversare questo punto di svolta.
Una delle conclusioni più significative del rapporto riguarda il grave squilibrio tra produzione e investimenti in esplorazione. Al 2024, l'Indonesia rappresentava il 59% della produzione mondiale di nichel, ma attirava solo il 3% della spesa globale per l'esplorazione focalizzata su questo metallo. Le Filippine producevano il 9% della produzione mondiale, catturando appena il 2% della spesa in esplorazione.
Entrambi i paesi ricevono attualmente investimenti in esplorazione molto inferiori rispetto ai rispettivi picchi, registrati nel 2010 per l'Indonesia e nel 2011 per le Filippine. L'IGF avverte che il calo dei tenori del minerale, l'aumento dei costi di produzione e un mercato in eccesso di offerta stanno scoraggiando proprio quegli investimenti in esplorazione che garantirebbero la base di risorse di cui entrambi i paesi avranno bisogno nel prossimo decennio. Il rapporto raccomanda di ampliare i rilevamenti geologici, migliorare l'accesso pubblico ai dati geoscientifici, semplificare le procedure di concessione delle licenze e introdurre incentivi fiscali mirati, come l'ammortamento accelerato o i crediti d'imposta per l'esplorazione.
Il Canada è citato come modello consolidato, dove il finanziamento tramite flow-through share rappresenta oggi quasi il 70% di tutti i fondi raccolti sulle borse canadesi per l'esplorazione mineraria. Sul più ampio clima degli investimenti, l'IGF sottolinea che l'estrazione, la raffinazione e le industrie legate alle batterie di nichel richiedono impegni di capitale ingenti e a lungo termine, altamente sensibili all'incertezza normativa. Frequenti cambiamenti nelle restrizioni all'esportazione, nei canoni di estrazione, nelle imposte e nelle regole sui contenuti locali aumentano il rischio per gli investitori, ritardano i progetti e possono ridurre la competitività rispetto ad altri produttori emergenti di minerali critici.
Il rapporto richiama le indicazioni internazionali dei Principi Guida dell'Organisation for Economic Co-operation and Development sui contratti estrattivi duraturi e il proprio rapporto sugli standard in evoluzione in materia di stabilizzazione, come utili quadri di riferimento per i governi che cercano il giusto equilibrio normativo. Rafforzare la fiducia degli investitori, tuttavia, non significa indebolire gli standard ambientali, sociali e di governance. Il rapporto IGF individua nella gestione dei residui minerari e dei rifiuti estrattivi, nella gestione delle risorse idriche, nella decarbonizzazione industriale, nella protezione della biodiversità e nella pianificazione dell'uso del suolo le aree chiave da migliorare in entrambi i paesi.
L'allineamento agli standard ESG internazionali è descritto come sempre più importante per la competitività nelle esportazioni, poiché i grandi costruttori automobilistici e i produttori di batterie intensificano il controllo sulla tracciabilità della catena di approvvigionamento e sull'impronta di carbonio. Il rapporto si conclude con un forte appello al coordinamento regionale attraverso l'Association of Southeast Asian Nations (ASEAN). Vengono identificate opportunità concrete per andare oltre la cooperazione nel commercio di minerali e sviluppare catene del valore genuinamente integrate, tra cui sistemi condivisi di dati geologici, standard ESG e di rendicontazione armonizzati, centri comuni di formazione tecnica e ricerca e sviluppo, pianificazione coordinata delle infrastrutture e dell'energia, e sistemi congiunti di riciclo per le batterie a fine vita.
L'IGF sostiene che potenziare l'ASEAN Minerals Information System e accelerare l'attuazione dell'ASEAN Minerals Exploration Strategy rimangono priorità sottoutilizzate con un significativo potenziale. Secondo l'IGF, le riforme nazionali forniscono a Indonesia e Filippine gli strumenti per sviluppare capacità industriali domestiche, mentre il coordinamento regionale potrebbe trasformare quegli strumenti in un polo competitivo più solido, posizionando l'ASEAN come attore integrato di primo piano nella prossima generazione di catene di approvvigionamento per batterie sostenibili e energia pulita. Fonte: Intergovernmental Forum on Mining, Minerals, Metals and Sustainable Development (IGF), rapporto Developing Sustainable Nickel-Based Battery Value Chains in Indonesia and the Philippines, pubblicato nell'agosto 2026.
Fonte: igfmining.org