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L'IEA individua nei minerali strategici minori un'opportunità chiave per rafforzare le catene di approvvigionamento globali

Puntare sui minerali critici con dimensioni di mercato relativamente ridotte potrebbe rappresentare uno dei modi più convenienti per rafforzare le catene di approvvigionamento globali, a condizione che i governi sostengano i nuovi progetti con politiche adeguate. È quanto sostiene l'International Energy Agency (IEA) nel suo annuale Global Critical Minerals Outlook. L'Agenzia mette in evidenza quelli che definisce "minerali strategici minori", sottolineandone la crescente importanza man mano che la domanda proveniente dall'intelligenza artificiale, dai semiconduttori, dalla robotica, dalla difesa e dalle tecnologie per l'energia pulita continua ad aumentare.

Tra i minerali che presentano i maggiori rischi di approvvigionamento, l'IEA individua gallio, elementi delle terre rare magnetiche, ittrio, grafite, tungsteno, tellurio, cobalto e germanio, citando la loro elevata concentrazione geografica, la limitata possibilità di sostituzione e la crescente importanza in molteplici settori industriali. Dopo diversi anni di cali dei prezzi, i prezzi dei minerali critici si sono ripresi nel 2025 e all'inizio del 2026, con l'offerta che si è ridotta in un contesto di preoccupazione per le perturbazioni legate alla concentrazione delle catene di approvvigionamento. I minerali strategici minori hanno guidato i rialzi, con prezzi più che raddoppiati in molti casi.

Il tungsteno si è distinto in modo eclatante, sestuplicando di valore con l'aumento della domanda proveniente dai settori dell'elettronica, dell'aerospaziale e della difesa, unitamente all'inasprimento dei controlli sulle esportazioni. Il rapporto dell'IEA segnala inoltre che le restrizioni alle esportazioni hanno creato marcati differenziali di prezzo tra la Cina — il maggior produttore mondiale di molti di questi minerali — e i mercati esteri. In Europa, i prezzi del gallio e delle terre rare pesanti sono attualmente circa cinque volte superiori a quelli cinesi, mentre i prezzi del germanio sono quasi tre volte più alti, secondo l'Agenzia.

Sul fronte dell'offerta, nel 2025 la capacità di raffinazione si è concentrata ulteriormente, con la Cina che ha rappresentato la maggior parte della crescita dell'offerta in minerali tra cui grafite, manganese e nichel. Escludendo le terre rare, il paese leader nella raffinazione ha rappresentato il 72% dell'offerta raffinata globale nel 2025, in aumento rispetto al 70% di due anni prima. Le terre rare hanno costituito un'eccezione, con nuove capacità di raffinazione entrate in funzione negli Stati Uniti e una maggiore produzione in Malaysia che hanno contribuito a ridurre leggermente la concentrazione.

L'IEA sottolinea come i rischi legati alla concentrazione delle catene di approvvigionamento siano emersi chiaramente dopo che la Cina ha introdotto controlli sulle esportazioni di terre rare pesanti, estendendo successivamente le restrizioni ai materiali per batterie, ai prodotti a base di grafite e alle tecnologie di produzione di batterie. Tali misure hanno causato perturbazioni nelle industrie a valle, con alcuni produttori di automobili costretti a ridurre temporaneamente la produzione a causa della carenza di materiali a base di terre rare. Il tungsteno riceve particolare attenzione nel rapporto come esempio di minerale strategicamente importante con una catena di approvvigionamento altamente concentrata.

La Cina controlla circa l'80% della produzione mineraria mondiale di tungsteno e domina la lavorazione a valle, configurandosi come fornitore critico per i settori aerospaziale, della difesa e dell'elettronica. Nel tentativo di diversificare l'approvvigionamento, i governi occidentali stanno spingendo le aziende a riavviare la produzione nazionale dopo oltre un decennio senza estrazione attiva di tungsteno né negli Stati Uniti né in Canada. American Tungsten (TSX-V: TUNG) sta portando avanti i piani per il riavvio della storica miniera IMA in Idaho, mentre Northcliff Resources (TSX: NCF) sta sviluppando il progetto Sisson nel New Brunswick, in Canada, che ospita uno dei più grandi giacimenti di tungsteno non ancora sfruttati al mondo.

Le perforazioni sotterranee nell'IMA sono attualmente in corso per ampliare il sistema mineralizzato noto della miniera, mentre Makenita Resources (CSE: KENY) sta valutando potenziali attività di perforazione nelle vicinanze del giacimento Sisson. Sono in corso anche più ampie iniziative di diversificazione. L'esploratrice White Gold (TSX-V: WGO), con sede nello Yukon, ha aggiunto il tungsteno al proprio portafoglio, mentre Avalon Advanced Materials (TSX: AVL) si concentra su un insieme di terre rare e minerali critici nei Territori del Nord-Ovest canadesi.

Connected Minerals (ASX: CML) sta invece portando avanti un progetto di niobio in Angola, che la società confronta geologicamente con giacimenti di riconosciuto rilievo internazionale in Brasile. Sul fronte delle politiche, l'IEA sostiene che la diversificazione dell'offerta non richieda necessariamente investimenti massicci. Poiché molti mercati di minerali strategici sono relativamente ridotti, avviare alla produzione un numero limitato di nuovi progetti potrebbe migliorare significativamente la sicurezza dell'approvvigionamento.

A titolo esemplificativo, l'Agenzia stima che la diversificazione delle catene di approvvigionamento globali di terre rare magnetiche richiederebbe circa 60 miliardi di dollari americani di investimenti nel corso del prossimo decennio — una cifra che definisce modesta rispetto ai potenziali costi economici di gravi interruzioni dell'approvvigionamento. Per incentivare gli investimenti privati, l'IEA raccomanda ai governi di adottare misure mirate tra cui sovvenzioni, prestiti agevolati, garanzie sui prestiti, scorte strategiche e accordi di acquisto a lungo termine. L'Agenzia sottolinea inoltre che il sostegno dovrebbe essere calibrato su ciascun minerale specifico, riconoscendo che i progetti minerari ad alta intensità di capitale richiedono strutture di incentivazione diverse rispetto alle operazioni di raffinazione e lavorazione a valle.

Il rapporto conclude che, sebbene i minerali strategici minori rappresentino mercati relativamente piccoli in termini assoluti, essi sono alla base di industrie dal valore di migliaia di miliardi di dollari, rendendoli sempre più centrali per la sicurezza economica e nazionale man mano che la domanda globale di tecnologie avanzate continua ad accelerare. Fonte: IEA Global Critical Minerals Outlook 2026, come riportato da Mining.com.au (Jackson Chen, 21 luglio 2026).

Fonte: mining.com.au

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