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Goldman Sachs alza le previsioni sul greggio Brent 2026 a 85 dollari al barile per i rischi di interruzione nello Stretto di Hormuz

Goldman Sachs ha significativamente innalzato le sue previsioni sui prezzi del greggio per il 2026 in risposta all'escalation delle tensioni geopolitiche e ai rischi di interruzione dell'offerta nel Medio Oriente. La banca d'investimento ha aumentato la sua previsione del prezzo medio del 2026 per il greggio Brent a 85 dollari al barile rispetto alla stima precedente di 77 dollari, mentre ha aumentato la sua previsione per il West Texas Intermediate (WTI) a 79 dollari al barile dai 72 dollari, secondo quanto riportato da EnergyNow il 23 marzo 2026. La revisione al rialzo riflette le aspettative di Goldman Sachs di interruzioni prolungate alle spedizioni di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz e il maggiore accumulo strategico da parte dei governi, che la banca ritiene determineranno un mercato più teso e avverso al rischio.

L'analisi della banca suggerisce che l'incertezza accentuata sulla durata e la gravità di queste interruzioni dell'offerta sta determinando premi al rischio elevati in tutto il mercato. Goldman Sachs prevede pressioni sui prezzi particolarmente acute nel breve termine, prevedendo che il Brent raggiunga una media di 110 dollari al barile a marzo e aprile 2026, sostanzialmente superiore alla previsione precedente di 98 dollari al barile per lo stesso periodo. Questo rappresenta un aumento significativo guidato dai trader che attribuiscono premi al rischio crescenti in mezzo alle preoccupazioni geopolitiche in aumento.

In un'analisi di scenari di rischio, Goldman Sachs ha delineato un caso estremo al rialzo in cui il prezzo potrebbe raggiungere 135 dollari al barile se il mercato richiedesse un premio al rischio sufficiente a generare una distruzione della domanda precauzionale che compensi la distruzione dell'offerta in un periodo di sei mesi. Questo scenario presuppone 10 settimane di flussi molto bassi attraverso lo Stretto di Hormuz associati a perdite di produzione persistenti di 2 milioni di barili al giorno nella produzione mediorientale. La banca ha identificato due fattori di rischio al rialzo primari rispetto alle sue previsioni di base.

Il primo riguarda un'interruzione prolungata della spedizione attraverso Hormuz che potrebbe spingere il greggio Brent oltre il suo picco del 2008. Il secondo fattore di rischio si concentra su una perdita di offerta sostenuta di 2 milioni di barili al giorno nella produzione mediorientale, che potrebbe innescare significativi picchi di prezzo. Al contrario, Goldman Sachs ha anche notato scenari al ribasso che potrebbero esercitare pressione sui prezzi.

Un possibile fine dell'azione militare statunitense nella regione potrebbe rapidamente erodere il premio al rischio esistente, mentre la possibile considerazione da parte di Washington di restrizioni alle esportazioni di petrolio potrebbe allargare ulteriormente lo spread Brent-WTI. Guardando oltre la volatilità nel breve termine, Goldman Sachs prevede che i prezzi del Brent e del WTI si stabilizzeranno rispettivamente a 80 e 75 dollari al barile per tutto il 2027. L'outlook della banca presuppone che l'effetto di attenuazione dalle risposte dell'offerta e della domanda guidate dal prezzo compenserà approssimativamente l'effetto di irrigidimento derivante dai paesi che ricostruiscono le loro riserve petrolifere strategiche.

Al momento della pubblicazione del rapporto nella tarda serata di domenica 23 marzo 2026, i future del greggio Brent erano scambiati in ribasso di 8 centesimi a 112,11 dollari al barile, mentre il greggio West Texas Intermediate statunitense era in ribasso di 6 centesimi a 98,17 dollari al barile alle 23.24 GMT. La revisione delle previsioni ha coinciso con l'intensificarsi delle tensioni nel Medio Oriente. L'Iran ha indicato domenica che colpirebbe i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se il Presidente statunitense Donald Trump avesse dato seguito alla minaccia formulata il giorno precedente di colpire la rete elettrica iraniana entro 48 ore.

Queste tensioni geopolitiche sottendono il premio al rischio elevato che Goldman Sachs ha incorporato nelle sue previsioni di prezzo riviste. Fonte: EnergyNow.com, rapporto di Noel John e Pablo Sinha da Bengaluru; editing di Christopher Cushing e Thomas Derpinghaus.

Fonte: energynow.com

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