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I compromessi della forward guidance: gli economisti del MIT sfidano la strategia di comunicazione delle banche centrali

Un nuovo documento di ricerca degli economisti del MIT Ricardo Caballero e Alp Simsek, pubblicato il 28 agosto 2026, fornisce un'analisi completa dell'efficacia della forward guidance nella trasmissione della politica monetaria attraverso i mercati finanziari. Lo studio affronta direttamente il recente dibattito sulla comunicazione delle banche centrali, in particolare le decisioni del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh di ridurre le dichiarazioni post-riunione e di rifiutarsi di sottoporre le proiezioni politiche al Summary of Economic Projections. La ricerca stabilisce un compromesso fondamentale nella forward guidance che spiega perché una maggiore comunicazione non è necessariamente migliore per la politica monetaria.

Secondo gli autori, la guidance produce due effetti opposti sulle condizioni finanziarie. Da un lato, rivelando la visione della banca centrale della domanda futura, la guidance riduce l'incertezza tra i partecipanti al mercato e recluta arbitrageurs per assorbire il rumore finanziario in modo più aggressivo, attenuando così i gap di output indotti dal rumore. D'altra parte, la guidance muove le condizioni finanziarie all'annuncio poiché i prezzi delle attività guardano al futuro.

Questo movimento frequentemente non corrisponde alle condizioni finanziarie necessarie per la stabilizzazione attuale, e poiché i tassi di policy si aggiustano gradualmente, gran parte di questo movimento rimane non compensato. In media, questo crea uno shock di forward guidance che aumenta la varianza del gap di output. Il modello sviluppato da Caballero e Simsek incorpora cinque fatti empirici sulla trasmissione della politica monetaria.

La politica monetaria raggiunge l'economia reale principalmente attraverso ampie condizioni finanziarie, inclusi i prezzi delle azioni, i tassi di indebitamento, i tassi di cambio e altri prezzi delle attività, piuttosto che attraverso il tasso di policy da solo. Queste condizioni finanziarie contengono un rumore sostanziale guidato dai prezzi delle attività rischiose e dai premi al rischio che variano nel tempo. Il tasso di policy si aggiusta gradualmente, impedendo alla banca centrale di compensare completamente i gap indotti dal rumore con il tasso di interesse da solo.

I partecipanti al mercato sofisticati frequentemente mantengono credenze che divergono dalle visioni della banca centrale, eppure monitorano da vicino la comunicazione della banca centrale perché le decisioni politiche riflettono le credenze della banca centrale. Infine, il tasso di interesse neutrale si muove con i premi al rischio insieme ai fondamentali macroeconomici, mentre il livello appropriato di condizioni finanziarie per chiudere i gap di output, denominato FCI-star, riflette solo i fondamentali macroeconomici. L'intensità di guidance ottimale bilancia gli effetti di reclutamento e shock di forward guidance, e aumenta con il rumore finanziario, l'incertezza sulla policy e la persistenza delle visioni della banca centrale.

Quando i mercati sono più rumorosi o l'incertezza sulla policy è maggiore, il reclutamento di arbitrageurs diventa più prezioso, giustificando una comunicazione aumentata. Questo risultato teorico ha implicazioni dirette per il dibattito politico attuale. Un risultato significativo affronta ciò che le banche centrali dovrebbero comunicare.

Gli autori confrontano la guidance sulle condizioni finanziarie future con la guidance tradizionale sui tassi di interesse. Dimostrano che un tasso di policy proiettato incorpora sia la previsione della domanda della banca centrale sia la sua visione dei premi al rischio futuri, mentre la guidance sulle condizioni finanziarie dipende solo dalla previsione macroeconomica. Questa contaminazione significa che per uno sforzo di comunicazione dato, la guidance sui tassi di interesse fornisce un'intensità di guidance meno efficace.

Le stesse condizioni che rendono la forward guidance prezziosa, mercati più rumorosi, maggiore incertezza sulla policy e visioni della domanda più persistenti, rendono anche i tassi di interesse un veicolo di comunicazione meno utile. Secondo il documento, la guidance sulle condizioni finanziarie può sempre raggiungere l'intensità di guidance ottimale, mentre la guidance sui tassi affronta un tetto sull'intensità raggiungibile che potrebbe impedire di raggiungere l'ottimo. Quando la banca centrale deve fornire una particolare intensità di guidance, la guidance sulle condizioni finanziarie richiede meno sforzo rispetto alla guidance sui tassi.

Come concludono gli autori, ciò che una banca centrale sceglie di comunicare determina quanto deve dire. Il documento si basa sulla ricerca precedente di Caballero e colleghi del MIT e di Yale, incluso il lavoro su financial conditions targeting e sul concetto di FCI-star. Attinge dalle recenti prove empiriche sul ruolo delle condizioni finanziarie nella trasmissione monetaria, inclusi gli studi su come i flussi dei noise trader influenzano i prezzi delle attività e come i modelli strutturali della Federal Reserve incorporano molteplici canali di trasmissione attraverso i mercati finanziari.

La ricerca è stata preparata come versione rivista di un documento orientato alle policy presentato alla 2nd Thomas Laubach Research Conference presso il Federal Reserve Board nel maggio 2025. Gli autori riconoscono i commenti di importanti economisti tra cui Markus Brunnermeier, Paul Fontanier, J. David Lopez-Salido, Annette Vissing-Jorgensen e Petra Geraats, tra gli altri.

Fonte: economics.mit.edu

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