La camera alta del Senato italiano ha approvato in via definitiva il piano del governo della Premier Giorgia Meloni per il riavvio della generazione di energia nucleare, segnando un cambiamento significativo di politica quasi 40 anni dopo che un referendum italiano ha costretto lo spegnimento dei reattori del paese nel 1987. L'iniziativa nucleare del governo mira a implementare reattori modulari avanzati per supportare gli sforzi di decarbonizzazione dell'Italia e migliorare la sicurezza energetica. I funzionari sostengono che i progressi tecnologici e di sicurezza hanno reso obsolete le preoccupazioni che hanno spinto il referendum antinucleare del 1987.
L'amministrazione Meloni cerca di proteggere l'economia italiana dai rialzi dei costi energetici provocati dai conflitti in corso in Medio Oriente, il che ha rinnovato gli appelli per ridurre la dipendenza del paese dalle forniture energetiche estere. Il ministro dell'Energia Gilberto Pichetto Fratin ha commentato il voto parlamentare affermando: "L'energia sostenibile, insieme alle fonti energetiche rinnovabili, farà dell'Italia un paese sicuro, indipendente e competitivo." L'Italia attualmente dipende fortemente dalle importazioni di energia, inclusa l'elettricità prodotta da centrali nucleari nei paesi vicini come la Francia. Secondo il piano del governo, l'energia nucleare potrebbe rappresentare almeno l'11 per cento (17 miliardi di EUR) del mix energetico italiano entro il 2050, con proiezioni che mostrano che questa quota potrebbe potenzialmente salire al 22 per cento secondo il piano nazionale per l'energia e il clima.
Il quadro legislativo fornisce al governo 12 mesi per implementare i decreti necessari per riavviare la produzione di energia nucleare. La legge stabilisce inoltre disposizioni per lo smantellamento delle vecchie strutture e la creazione di un'autorità di regolamentazione indipendente. L'opinione pubblica sulla questione nucleare rimane divisa.
Un sondaggio Demopolis condotto a giugno ha rilevato che mentre il 51 per cento degli intervistati supportava il riavvio della generazione di energia nucleare, la maggioranza si opponeva alla costruzione di un impianto vicino alla propria casa. I partiti di opposizione, principalmente dal centro-sinistra, hanno ampiamente votato contro la misura, con la senatrice del Movimento Cinque Stelle Elena Sironi che sollecita l'ubicazione dei nuovi impianti soltanto in aree già sviluppate, degradate o interessate da precedenti attività industriali, senza consumare ulteriore territorio. Gli attivisti antinucleari continuano a sollevare preoccupazioni sui rischi di sicurezza e sui tempi estesi necessari per la costruzione di nuovi reattori, sostenendo che questi fattori superano i potenziali benefici.
Tuttavia, l'approvazione del governo rappresenta un'importante inversione di rotta per una nazione che aveva vietato l'energia nucleare per quattro decenni. Fonte: Reuters, come citato da Energy News
Source: energynews.oedigital.com