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L'AIE riduce le previsioni sulla domanda di petrolio mentre la guerra in Iran causa una storica interruzione dell'offerta

L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha rivisto significativamente al ribasso le sue prospettive per il mercato petrolifero globale nel 2026, citando la guerra in Iran come catalizzatore principale sia per la contrazione dell'offerta che della domanda. Secondo il rapporto mensile sul mercato petrolifero dell'AIE pubblicato nell'aprile 2026, l'agenzia prevede ora un calo di 80.000 barili al giorno nella crescita della domanda quest'anno, un'inversione drastica rispetto all'aumento di 640.000 bpd previsto nel rapporto di marzo. Il conflitto ha alterato fondamentalmente il panorama energetico globale.

L'AIE ha dichiarato che la guerra in Iran ha completamente stravolto le prospettive globali per il consumo di petrolio, con un indebolimento della domanda che dovrebbe approfondirsi mentre la scarsità e i prezzi più alti persistono. I tagli più significativi nei consumi di petrolio provengono dalle regioni del Medio Oriente e dell'Asia-Pacifico, con effetti particolari sulla domanda di nafta, gas di petrolio liquefatto e carburante per aerei. Sul fronte dell'offerta, la situazione è altrettanto grave.

La produzione petrolifera globale dovrebbe diminuire di 1,5 milioni di barili al giorno in media nel 2026 rispetto all'anno precedente. Questo rappresenta uno scostamento di circa 2,6 milioni di bpd rispetto alla previsione di marzo dell'AIE, che aveva previsto un aumento di offerta di 1,1 milioni di bpd. Gli attacchi alle infrastrutture energetiche del Medio Oriente e la chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran hanno devastato le capacità di produzione e esportazione.

L'AIE ha riferito che gli attacchi alle infrastrutture energetiche regionali e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno causato una perdita di 10,1 milioni di barili al giorno di offerta nel marzo 2026, che l'agenzia ha qualificato come la maggiore interruzione dell'offerta di petrolio nella storia. Il flusso di petrolio greggio, carburanti raffinati e liquidi del gas naturale attraverso lo Stretto di Hormuz era sceso a soli 3,8 milioni di bpd agli inizi di aprile, rispetto a oltre 20 milioni di bpd nel febbraio precedente ai primi attacchi all'Iran. La proiettata contrazione della domanda di 1,5 milioni di bpd nel secondo trimestre del 2026 comporterebbe il calo più profondo dalla pandemia di COVID-19, secondo l'AIE.

L'agenzia prevede che l'offerta supererà la domanda di soli 410.000 barili al giorno nel 2026, una riduzione sostanziale rispetto al surplus di 2,46 milioni di bpd previsto nel rapporto del mese precedente. I prezzi del petrolio hanno mostrato reazioni relativamente modeste al rapporto pessimista dell'AIE. I futures sul Brent hanno scambiato a 98,60 dollari al barile alle 08.47 GMT il giorno del rilascio del rapporto, mostrando poco movimento rispetto ai 98,58 dollari al barile poco prima dell'annuncio.

L'AIE ha enfatizzato che la riapertura dello Stretto di Hormuz rimane la variabile più importante per alleviare la pressione sulle forniture energetiche, sui prezzi e sull'economia globale. Nel suo scenario base, l'AIE prevede che le consegne regolari di petrolio e gas dal Medio Oriente ai mercati internazionali riprenderanno entro la metà dell'anno, anche se a livelli inferiori alle cifre pre-conflitto. Tuttavia, l'agenzia ha presentato uno scenario alternativo più grave che coinvolge interruzioni dell'offerta a lungo termine.

In questo scenario, i mercati globali potrebbero attingere quasi 2 miliardi di barili di petrolio dalle riserve strategiche e la domanda potrebbe diminuire di 5 milioni di barili al giorno in media anno su anno dal secondo trimestre al quarto trimestre. L'AIE ha notato che con la situazione geopolitica che rimane fluida e le prospettive per un accordo negoziato duraturo ancora incerte, entrambi gli scenari rappresentano la gamma dei risultati probabili. L'OPEC, l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio, ha abbassato anche la sua stessa previsione per la domanda mondiale di petrolio nel secondo trimestre del 2026, sebbene il gruppo abbia mantenuto invariate le sue prospettive di domanda per l'intero anno.

Fonte: Reuters via energynow.com

Source: energynow.com

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