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I future sull'oro continuano a calare nonostante le tensioni geopolitiche mentre il trend tecnico resta ribassista

L'oro da tempo attira gli investitori che cercano protezione dall'incertezza geopolitica, ma secondo il columnist di Barchart Don Dawson i future sull'oro hanno continuato a scendere nonostante la guerra in corso tra Russia e Ucraina, il conflitto tra Stati Uniti e Iran e l'espansione delle ostilità in Medio Oriente, con gli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita. Dawson si chiede cosa serva per innescare un rialzo se più guerre non riescono a sostenerlo, osservando che i mercati non sempre reagiscono agli eventi mondiali come suggerisce la saggezza convenzionale. Secondo l'analisi tecnica di Barchart, i future sull'oro hanno registrato una serie di massimi e minimi via via più bassi da quando hanno raggiunto il loro massimo storico all'inizio di quest'anno.

Sul grafico settimanale, i prezzi scambiano al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 20 settimane, in calo, e la SMA a 20 settimane ha incrociato al ribasso quella a 50 settimane. Il grafico giornaliero mostra uno schema simile, con prezzi al di sotto sia della SMA a 20 giorni sia di quella a 50 giorni. Dawson sostiene che cercare di cogliere il fondo perché le tensioni geopolitiche restano elevate può rivelarsi costoso, e suggerisce che gli operatori potrebbero fare meglio ad attendere che l'andamento dei prezzi confermi un'inversione attraverso una struttura di mercato migliore e una ripresa sostenuta sopra le principali medie mobili.

La tabella dei simboli correlati sulla pagina di Barchart riportava il contratto di dicembre 2026 sull'oro (GCZ26) a 4.177,3, in calo di 13,3 punti, pari allo 0,32%. La fonte non specifica l'orario di questa quotazione. Dawson indica inoltre i mercati energetici come possibile catalizzatore futuro per l'oro.

Citando l'Energy Information Administration (EIA) statunitense, riferisce che il prezzo medio al dettaglio del gasolio negli Stati Uniti è sceso da circa 6,53 dollari al gallone il 21 settembre a 6,20 dollari il 5 ottobre, con un calo del 5,1% in due settimane. Si tratta di medie al dettaglio, non di prezzi dei future. Dawson riferisce anche che il 9 ottobre il presidente Trump ha annunciato un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per immettere sui mercati globali forniture aggiuntive di gasolio russo, e che il Dipartimento del Tesoro statunitense ha allentato temporaneamente le sanzioni per facilitare tali spedizioni.

Dawson osserva che gli analisti dubitano che l'offerta aggiuntiva riduca in modo significativo i prezzi. Aggiunge che la fine del raccolto autunnale potrebbe ridurre la domanda stagionale di gasolio, il che potrebbe contribuire a moderare le pressioni inflazionistiche. Dawson collega questi sviluppi alla politica monetaria e al dollaro statunitense.

Il rapporto sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) di settembre era previsto per il 14 ottobre, e gli operatori osservano eventuali segnali di inflazione persistente. Se l'inflazione dovesse attenuarsi, la Federal Reserve potrebbe essere più incline a ridurre i tassi di interesse. Dawson sostiene che le aspettative di tassi più bassi potrebbero indebolire il dollaro statunitense, che di recente, a suo dire, ha esercitato pressioni sui metalli preziosi e sui prezzi dei cereali, e che un dollaro più debole potrebbe alla fine sostenere l'oro.

Dawson descrive questi rapporti come possibili esiti, non come previsioni. In conclusione, Dawson osserva che l'incertezza geopolitica, il calo dei prezzi energetici e il mutamento delle aspettative sui tassi di interesse potrebbero alla fine offrire ai rialzisti sull'oro motivi di ottimismo, ma che un argomento fondamentale convincente non garantisce un'inversione di tendenza. Per il momento, scrive, i grafici settimanale e giornaliero continuano a favorire i ribassisti, e gli operatori potrebbero fare meglio a rispettare il trend prevalente finché l'andamento dei prezzi non dimostri il contrario.

Fonte: Barchart.com, « Gold: If Wars Can't Spark a Rally, What Will? » di Don Dawson. I dati sui prezzi del gasolio sono attribuiti dall'autore all'Energy Information Administration (EIA) statunitense. I dati grafici sono attribuiti dalla fonte a Barchart.

Fonte: barchart.com

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