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L'oro si mantiene vicino a 4.186 dollari mentre i rischi fiscali tengono impegnati gli investitori nonostante segnali contrastanti da ETF e futures

L'oro ha chiuso la settimana terminata il 9 ottobre 2026 a 4.186 dollari l'oncia, in calo dello 0,1% su base settimanale secondo il LBMA Gold Price PM. A sostenere il metallo sono stati il calo dei rendimenti obbligazionari e la domanda di investimento costante, che hanno compensato un dollaro USA più forte e un posizionamento più debole sui futures. Il World Gold Council (WGC), citato da ScrapMonster, ha indicato che la perdita dell'oro da inizio anno si è ampliata al 4,2%.

Il movimento settimanale poco significativo nasconde una divisione tra i gruppi di investitori: gli acquirenti di ETF continuano ad accumulare metallo, mentre i trader sui futures hanno ridotto la propria esposizione. I dati preliminari del WGC indicano che i fondi ETF globali garantiti da oro fisico hanno registrato afflussi netti per circa 593 milioni di dollari, equivalenti secondo il WGC a circa 4 tonnellate di oro. Le partecipazioni complessive dichiarate ammontano a circa 4.264,5 tonnellate, con un patrimonio gestito di circa 576,6 miliardi di dollari.

Su base regionale, i fondi europei hanno registrato afflussi per circa 362,9 milioni di dollari (2,5 tonnellate) e quelli asiatici per circa 336,9 milioni di dollari (2,3 tonnellate), mentre i fondi nordamericani hanno subito deflussi per circa 111,2 milioni di dollari (1,0 tonnellata). Il WGC ha precisato che i dati settimanali sugli ETF sono preliminari e non includono ancora la rendicontazione completa di tutti i fondi monitorati. Nei mercati dei futures, la posizione netta lunga dei gestori di patrimoni sul COMEX è scesa da circa 387 tonnellate a 357 tonnellate equivalenti nell'ultima settimana rilevata.

Il WGC ha affermato che gli operatori sulle opzioni sono diventati meno ribassisti e che gli investitori cinesi hanno aumentato l'esposizione long al rientro dalla vacanza della Golden Week. L'analisi di ScrapMonster conclude che non esiste un consenso unico tra gli investitori: i trader di futures a breve termine stanno riducendo l'esposizione, mentre gli investitori in ETF, in particolare in Europa e in Asia, continuano ad acquistare oro. Il debito pubblico è diventato un tema più rilevante nell'analisi del WGC.

L'istituto ha evidenziato la recente volatilità del mercato obbligazionario francese, che ha spinto i premi per il rischio a lungo termine sui titoli di Stato ai livelli più alti dall'inizio degli anni Duemila, e ha segnalato una crescente attenzione sul peso del debito pubblico in diverse grandi economie. Negli Stati Uniti, secondo i dati citati dal WGC, il deficit del bilancio federale si è avvicinato ai 2 trilioni di dollari nell'anno fiscale 2026, pari a circa il 6% del PIL, rispetto a una media storica vicina al 3,8%. Il WGC sostiene che le persistenti preoccupazioni fiscali possano rafforzare l'attrattiva dell'oro come asset privo di esposizione al rischio di credito sovrano, pur sottolineando che l'oro non sale automaticamente quando i deficit aumentano.

I dati settimanali più recenti seguono un settembre volatile. Nel mese l'oro ha perso l'8,5%, chiudendo intorno a 4.176 dollari l'oncia, ma gli ETF sull'oro globali hanno attratto circa 10 miliardi di dollari e aggiunto circa 67 tonnellate, portando le partecipazioni complessive a un record alla fine di settembre. Gli afflussi hanno rallentato bruscamente da allora, senza però esaurirsi, e ScrapMonster e il WGC lo indicano come motivo per cui l'attuale correzione si differenzia da un tradizionale ciclo di liquidazioni.

La politica monetaria resta il principale ostacolo. I rendimenti obbligazionari sono scesi leggermente nella settimana di riferimento, riducendo il costo opportunità di detenere un asset che non produce interessi, ma restano elevati rispetto agli standard storici recenti. I verbali della riunione di settembre della Federal Reserve hanno mostrato che i membri del comitato avevano approvato all'unanimità un rialzo dei tassi di 25 punti base, e la maggioranza si aspettava almeno un ulteriore aumento entro la fine dell'anno.

Anche il dollaro USA si è leggermente rafforzato, aumentando la pressione sul metallo per gli acquirenti che utilizzano altre valute. Gli sviluppi geopolitici spingono in direzioni opposte. Le tensioni in Medio Oriente continuano a sostenere i prezzi elevati del petrolio, mantenendo al centro dell'attenzione i rischi inflazionistici.

I mercati seguono anche le modifiche alle sanzioni statunitensi che riguardano le forniture russe di gasolio e un cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina annunciato dal presidente Donald Trump, di cui restano incerti la durata e i dettagli. Le escalation possono rafforzare la domanda di beni rifugio, mentre prezzi più alti del petrolio possono alimentare le aspettative di inflazione e sostenere una politica monetaria più restrittiva, che pesa sull'oro. I prossimi appuntamenti chiave sono le pubblicazioni di dati statunitensi.

L'indice dei prezzi al consumo (CPI) di settembre sarà diffuso il 14 ottobre alle 8:30 ET e il WGC ritiene che una lettura più debole potrebbe rafforzare la tesi di mantenere invariati i tassi alla riunione di ottobre, mentre una lettura più forte potrebbe confermare le attese di una politica restrittiva. L'indice dei prezzi alla produzione (PPI) di settembre e le vendite al dettaglio preliminari di settembre sono previsti per il 15 ottobre, e il WGC prevede un rallentamento della crescita delle vendite al dettaglio dopo la forte spesa per il rientro a scuola registrata ad agosto. Il Libro Beige della Federal Reserve sarà pubblicato anch'esso il 14 ottobre, mentre il presidente della Fed Kevin Warsh parteciperà il 15 ottobre a Bangkok a una discussione con la direttrice generale del FMI Kristalina Georgieva.

Fonti: report di mercato di ScrapMonster basato sul World Gold Council Weekly Markets Monitor e sui dati preliminari sugli ETF; LBMA Gold Price PM; calendari di pubblicazione del U.S. Bureau of Labor Statistics e dell'U.S. Census Bureau citati da ScrapMonster; verbali della riunione di settembre della Federal Reserve citati da ScrapMonster.

Fonte: scrapmonster.com

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