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Il Brent sale a 112 dollari al barile mentre gli attacchi in Medio Oriente aumentano i timori sulle forniture, UBS: gli investitori dovrebbero costruire resilienza

Il petrolio greggio Brent ha raggiunto i 112 dollari al barile per la prima volta da maggio e si avvia verso la terza settimana consecutiva di rialzi, secondo il commento quotidiano di mercato pubblicato il 22 ottobre 2026 dal Chief Investment Office di UBS. Dall'inizio di ottobre il Brent è salito del 9,4%, a causa dei nuovi attacchi in Medio Oriente che hanno alimentato i timori di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche. L'Arabia Saudita ha segnalato attacchi contro un giacimento petrolifero di Aramco e un aeroporto nella sua Provincia Orientale, mentre gli Stati Uniti hanno ordinato ai propri diplomatici di lasciare il Paese in seguito agli attacchi degli Houthi.

Separatamente, il New York Times ha riferito che gli eserciti statunitense e israeliano hanno elaborato piani specifici per nuovi attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre. Prosegue inoltre il conflitto tra Russia e Ucraina. UBS osserva che i rischi geopolitici difficilmente si attenueranno nel breve termine, il che mantiene elevate le preoccupazioni sull'inflazione e aumenta l'incertezza macroeconomica.

UBS indica anche alcuni aggiustamenti dal lato dell'offerta. Secondo l'ultimo Monthly Market Report dell'OPEC, la produzione di greggio dell'OPEC è aumentata di 0,92 milioni di barili al giorno a settembre, raggiungendo i 25,1 milioni di barili al giorno, pari a circa l'85% della produzione di febbraio, sebbene resti al di sotto dei livelli precedenti alla guerra. Anche le rotte commerciali si stanno modificando e la decisione del G7 di rilasciare scorte di emergenza aggiuntive di petrolio dovrebbe offrire un certo sollievo temporaneo.

UBS riconosce che il mercato fisico del petrolio resta teso e vulnerabile a ulteriori shock dell'offerta, ma il suo scenario di base prevede che una graduale ripresa dei flussi energetici e della produzione consenta ai prezzi del petrolio di moderarsi nel corso del prossimo anno. UBS sostiene che gli investitori dovrebbero concentrarsi meno sui ribassi di breve periodo legati agli eventi geopolitici e più sulla capacità dei propri portafogli di resistere alla volatilità. La banca cita dati storici secondo cui, dal 1941, l'S&P 500 si è trovato più in alto di circa tre quarti delle volte dodici mesi dopo l'inizio di una crisi geopolitica.

Secondo il rapporto, una crescita economica resiliente, utili aziendali solidi e la forte domanda legata all'intelligenza artificiale continuano inoltre a sostenere i guadagni azionari. UBS suggerisce che un'esposizione all'energia e alle materie prime in senso ampio può aiutare a gestire la volatilità guidata dall'offerta e a migliorare la diversificazione. La banca cita la crescita della domanda di energia elettrica, gli investimenti nelle infrastrutture per l'AI, l'elettrificazione e la scarsità dell'offerta come fattori a sostegno di un ciclo rialzista delle materie prime, e osserva che le materie prime hanno storicamente mostrato basse correlazioni con le classi di attivi tradizionali.

UBS mantiene una prospettiva di mercato costruttiva e raccomanda un'esposizione azionaria ampiamente diversificata per settori e aree geografiche, integrata da reddito fisso, materie prime in senso ampio e alcuni investimenti alternativi, in base alla tolleranza al rischio, alle esigenze di liquidità e agli obiettivi finanziari di ciascun investitore. Fonte: UBS Global, Chief Investment Office, CIO Daily Update, 22 ottobre 2026. Il rapporto cita il Monthly Market Report dell'OPEC e un articolo del New York Times.

Fonte: ubs.com

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