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Rame sotto pressione per i deboli dati cinesi e l'aumento delle scorte LME; in calo anche alluminio e zinco

I metalli di base quotati al London Metal Exchange (LME) hanno registrato per lo più ribassi nella seduta analizzata dal Daily Commodities Outlook di ICICI Securities datato 28 novembre 2025, con rame, alluminio e zinco in calo mentre il piombo ha segnato un leggero rialzo. Secondo il rapporto, il rame LME ha chiuso a 10.940 dollari per tonnellata, in ribasso dello 0,32%, dopo aver scambiato tra un massimo di 10.979 dollari e un minimo di 10.893 dollari. L'alluminio LME ha chiuso a 2.829 dollari per tonnellata, in calo dell'1,14%, mentre lo zinco LME si è attestato a 3.015 dollari per tonnellata, in flessione dell'1,36%.

Il piombo LME è salito dello 0,35% a 1.987 dollari per tonnellata. Il rapporto collega la debolezza del rame ai deboli dati economici provenienti dalla Cina e al rinnovato timore per il settore immobiliare del Paese. Viene evidenziato che i profitti industriali cinesi si sono contratti a ottobre e che il developer Vanke ha cercato di rinviare un rimborso obbligazionario.

Secondo gli analisti, Vanke ha tentato per la prima volta di posticipare il rimborso di un'obbligazione sul mercato interno, riaccendendo i timori per un possibile effetto di contagio. Nei dati sulle scorte di magazzino riportati dal rapporto, il rame si attesta a 156.500 tonnellate (in calo di 75 tonnellate, pari allo 0,05%), l'alluminio a 541.725 tonnellate (in calo di 2.000 tonnellate, pari allo 0,37%), lo zinco a 49.925 tonnellate (in aumento di 1.925 tonnellate, pari al 4,01%), il piombo a 264.975 tonnellate (in aumento di 400 tonnellate, pari allo 0,15%) e il nichel a 254.520 tonnellate (in aumento di 1.038 tonnellate, pari allo 0,41%). Gli analisti prevedono che il rame possa muoversi con un orientamento negativo, citando la debole domanda cinese e la crescita delle scorte nei magazzini registrati presso l'LME.

Richiamano inoltre una serie di dati economici deludenti da Stati Uniti e Cina, che, a loro giudizio, alimentano preoccupazioni sullo stato di salute economica di entrambi i Paesi e sulle prospettive della domanda. Il rapporto cita Paul White, Segretario generale dell'International Copper Study Group, secondo cui la crescita della produzione di rame dovrebbe rallentare allo 0,9% nel 2026. Sul fronte operativo, il rapporto raccomanda una vendita intraday sui contratti di rame di dicembre sul MCX a 1022-1023, con obiettivo a 1013 e stop loss a 1028.

Gli analisti ritengono inoltre che il rame MCX possa scendere verso quota 1013 finché resterà sotto 1028. Lo scenario macroeconomico più ampio includeva le attese per un allentamento della politica monetaria statunitense. Il rapporto cita lo strumento CME FedWatch, che indicava una probabilità di circa l'87% per un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre, in aumento rispetto all'83% del giorno precedente e al 39% di una settimana prima.

L'indice del dollaro USA (DXY) ha chiuso a 99,60, in calo dello 0,07%, mentre il rapporto segnala che il dollaro si avviava verso il calo settimanale più marcato degli ultimi quattro mesi. L'oro Comex ha chiuso a 4.202 dollari per oncia, in rialzo dello 0,60%, e l'argento Comex a 52,92 dollari per oncia, in rialzo del 3,83%. Fonte: ICICI Direct Research, su dati di Bloomberg, Reuters e International Copper Study Group, come riportato nel rapporto.

Fonte: icicidirect.com

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