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Il petrolio sale mentre i funzionari iraniani ribadiscono le condizioni su Hormuz e l'API segnala un calo delle scorte di greggio statunitensi superiore alle attese

I prezzi del petrolio sono saliti mercoledì 21 ottobre 2026, dopo che le dichiarazioni dei funzionari iraniani hanno rafforzato le aspettative secondo cui Teheran non rinuncerà alle proprie condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dall'Agenzia Anadolu (AA). L'AA ha inoltre citato le tensioni regionali in corso e il calo delle scorte di greggio statunitensi come fattori a sostegno dei prezzi. Il future sul greggio Brent con consegna a dicembre è salito dell'1,5% a 110,46 dollari al barile alle 10:07 ora locale (07:07 GMT), rispetto alla chiusura precedente di 108,79 dollari, riferisce l'AA.

Il future sul greggio West Texas Intermediate (WTI) con consegna a dicembre ha guadagnato l'1,5% a 99,31 dollari al barile, rispetto a 97,82 dollari della chiusura precedente. Il Brent era sceso a 105,95 dollari al barile martedì, dopo notizie di sforzi diplomatici tra Stati Uniti e Iran e di proposte di compromesso che sarebbero state presentate alle parti da Qatar e Pakistan. Secondo l'AA, il Brent ha ripreso la sua tendenza al rialzo dopo le dichiarazioni del presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.

Ghalibaf ha affermato che Teheran non si fiderà di Washington finché gli Stati Uniti non soddisferanno le condizioni iraniane per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell'Iran, ha dichiarato che il materiale nucleare arricchito non sarà portato fuori dall'Iran in nessuna circostanza. Si tratta di dichiarazioni politiche dei funzionari iraniani, come riportato dall'AA.

L'agenzia ha osservato che tali dichiarazioni hanno rafforzato le aspettative secondo cui le divergenze tra Stati Uniti e Iran non saranno risolte nel breve termine, esercitando una pressione al rialzo sui prezzi del petrolio. Separatamente, le forze navali del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniano hanno dichiarato che una «super petroliera» ha urtato una mina marina a sud dello Stretto di Hormuz, provocando un'esplosione. In una nota scritta, l'IRGC ha affermato che la nave aveva tentato di transitare nello stretto, aveva disattivato i sistemi radar e di navigazione, aveva ignorato gli avvertimenti e aveva tentato di utilizzare una rotta «non autorizzata» a sud dello stretto.

Il rapporto di fonte non include una conferma indipendente della versione dell'IRGC. Secondo l'AA, l'episodio ha acuito le preoccupazioni che il traffico marittimo nella via d'acqua, cruciale per il commercio petrolifero globale, possa subire ulteriori interruzioni. L'American Petroleum Institute (API) ha stimato che le scorte commerciali di greggio statunitensi sono diminuite di circa 4,93 milioni di barili la scorsa settimana, rispetto alle attese del mercato per un calo di 1,3 milioni di barili, secondo l'AA.

Il calo superiore alle attese ha aggiunto pressione al rialzo sui prezzi. I dati ufficiali sulle scorte di petrolio statunitensi dell'Energy Information Administration (EIA) sono previsti per la pubblicazione più tardi nella giornata di mercoledì. Fonte: Agenzia Anadolu (aa.com.tr), che cita l'API, l'IRGC e le dichiarazioni dei funzionari iraniani riportate nell'articolo.

Fonte: aa.com.tr

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