L'industria del rame ha bisogno di 332 miliardi di dollari di nuovi investimenti minerari per evitare una carenza di offerta che potrebbe iniziare nel 2028, anche se la produzione di metallo raffinato dovrebbe superare la domanda nei prossimi due anni. È quanto emerge dal Transition Metals Outlook 2026 di BloombergNEF, pubblicato martedì. Il rapporto, citato da mining.com, evidenzia una netta divergenza tra gli equilibri di mercato a breve termine e la capacità di offerta di lungo periodo.
BloombergNEF prevede che il consumo globale di rame aumenterà del 61% tra il 2026 e il 2050, fino a quasi 46 milioni di tonnellate. Di fronte a questa domanda, la società di ricerca stima un potenziale deficit di 20 milioni di tonnellate, pari al 44% della domanda prevista per il 2050. Il divario dovrebbe ampliarsi fino a 3 milioni di tonnellate, pari all'8% dei consumi, entro il 2035.
Le prospettive a breve termine sono nettamente diverse. L'International Copper Study Group (ICSG) prevede un surplus di rame raffinato di 368.000 tonnellate nel 2027, in aumento rispetto alle 104.000 tonnellate del 2026. La discrepanza riflette due diverse misure dell'offerta.
L'ICSG confronta la produzione di rame raffinato con il consumo, mentre BloombergNEF valuta se la capacità mineraria possa soddisfare la domanda nei prossimi decenni. Secondo l'articolo, una maggiore produzione delle fonderie potrebbe mantenere disponibile il metallo raffinato nel breve termine, senza però risolvere la carenza di nuove miniere necessarie a sostenere l'elettrificazione. La crescita della domanda è trainata dall'ampio utilizzo del rame in veicoli, batterie agli ioni di litio, cablaggi elettrici e data center.
BloombergNEF prevede che la domanda aumenterà del 34% entro il 2035, con il ruolo del metallo nelle tecnologie per l'energia pulita che accelera i consumi man mano che l'elettrificazione si espande. Il trasporto elettrificato dovrebbe diventare una delle principali fonti di crescita della domanda, con i consumi del settore previsti in aumento del 244%, fino a 11,4 milioni di tonnellate entro il 2050. Sul fronte dell'offerta, il rapporto individua due vincoli principali: il calo dei tenori del minerale, che rende il rame sempre più difficile e costoso da estrarre dalle miniere esistenti, e investimenti insufficienti in esplorazione per individuare nuovi giacimenti.
BloombergNEF stima che le nuove miniere di rame impieghino in media 17 anni per raggiungere la produzione. Lunghi iter autorizzativi, ingenti requisiti di capitale e sfide tecniche complicano ulteriormente gli sforzi per aumentare la produzione prima che le carenze si intensifichino. BloombergNEF sottolinea che il rame si distingue dagli altri nove materiali esaminati nel suo rapporto.
La società prevede che litio, grafite, cobalto, alluminio, nichel, manganese, acciaio, platino e palladio abbiano una capacità produttiva di lungo periodo sufficiente a sostenere l'elettrificazione fino al 2050. Fonte: mining.com, con riferimento al Transition Metals Outlook 2026 di BloombergNEF e all'International Copper Study Group.
Fonte: mining.com