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L'oro resta sotto i 4.200 dollari mentre le scommesse su nuovi rialzi dei tassi della Fed limitano il potenziale di crescita

Il prezzo dell'oro ha faticato a estendere i guadagni iniziali all'inizio della settimana, con il XAU/USD che scambia intorno a 4.170 dollari dopo aver raggiunto un massimo intraday di 4.190 dollari, secondo FXStreet, la cui analisi è stata ripubblicata da Mitrade. Il dollaro USA e i rendimenti dei Treasury statunitensi hanno recuperato terreno dopo il ritracciamento della scorsa settimana, mentre gli operatori valutano il percorso dei tassi della Federal Reserve e gli sviluppi geopolitici. Il dollaro e i rendimenti avevano subito una forte correzione al ribasso la scorsa settimana, trainata da una ondata di vendite sui mercati azionari guidata dall'intelligenza artificiale, che ha spinto gli operatori a riposizionarsi sui titoli di Stato e sull'oro, considerato bene rifugio.

Il rialzo del metallo è stato tuttavia modesto, poiché le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed continuano a pesare sull'oro, che non genera rendimenti, pur attenuando al tempo stesso il ribasso del dollaro e dei rendimenti dei Treasury. L'indice del dollaro USA (DXY) scambia intorno a 101,90, in rialzo dello 0,10% sulla giornata, sostenuto dalla debolezza dell'euro legata alle crescenti preoccupazioni fiscali e alle tensioni politiche in Francia. Il rendimento del Treasury decennale statunitense si attesta vicino al 5,08%, rimanendo in prossimità dei recenti minimi.

L'inflazione resta una preoccupazione centrale. Secondo FXStreet, i prezzi elevati dell'energia legati alla guerra in Medio Oriente continuano ad alimentare l'inflazione, e i dati di settembre sia dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) sia dell'indice dei prezzi alla produzione (PPI) sono risultati più elevati del previsto. Ciò rafforza le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi entro la fine dell'anno, mentre la Fed cerca di riportare l'inflazione al proprio obiettivo del 2%.

Gli analisti di Nordea affermano di lasciare invariate le proprie previsioni sulla Federal Reserve e continuano ad attendere un altro rialzo quest'anno e un ulteriore intervento il prossimo anno, con rischi orientati al rialzo. Si tratta della previsione della banca, non di una posizione di FXStreet o di Mitrade. Nordea sostiene che la politica monetaria non appaia ancora sufficientemente restrittiva per l'attuale economia e che i rendimenti a lungo termine superiori al 5% non siano particolarmente restrittivi.

I funzionari della Fed hanno recentemente segnalato di restare aperti a ulteriori strette monetarie, sebbene non abbiano indicato con forza un rialzo nella riunione del 27-28 ottobre. Parlando a Bangkok venerdì, il presidente della Fed Kevin Warsh ha ribadito la sua linea di evitare indicazioni anticipate sulla politica monetaria, affermando: «Non pregiudico le riunioni». Il CME FedWatch Tool indica che gli operatori scontano una probabilità del 15% di un rialzo dei tassi questo mese e dell'89% a dicembre.

Sul fronte geopolitico, l'Iran ha rinnovato la propria offerta di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni, qualora Washington accetti le sue condizioni, sebbene i negoziati restino in stallo a causa del programma nucleare di Teheran. Gli attacchi continui contro le navi nello Stretto di Hormuz e i combattimenti tra Arabia Saudita e Houthi mantengono elevati i rischi per l'offerta. La decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di sospendere temporaneamente le sanzioni nei confronti della Russia ha tuttavia alimentato le aspettative di un aumento delle forniture energetiche.

Dal punto di vista tecnico, FXStreet descrive una tendenza di breve periodo lievemente ribassista per il XAU/USD, con il prezzo appena al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 20 giorni, pari a 4.183 dollari, che coincide anche con la banda di Bollinger centrale. L'indicatore MACD (Moving Average Convergence Divergence) è tornato positivo, suggerendo un momentum rialzista solo timido, mentre l'RSI vicino a 45 e l'ADX inferiore a 20 indicano un tono debole e un trend di fondo poco marcato. Il livello di 4.183 dollari è indicato come resistenza immediata, e per attenuare la pressione ribassista sarebbe necessaria una chiusura giornaliera al di sopra di tale soglia.

Il primo supporto è individuato in prossimità della banda di Bollinger inferiore, vicino a 4.053 dollari. FXStreet precisa che l'analisi tecnica è stata redatta con l'aiuto di uno strumento di intelligenza artificiale. Sul piano di contesto, FXStreet ricorda che le banche centrali sono i maggiori detentori di oro e che nel 2022 hanno aggiunto alle proprie riserve 1.136 tonnellate di oro, per un valore di circa 70 miliardi di dollari, secondo i dati del World Gold Council citati nello stesso rapporto.

La pubblicazione sottolinea inoltre che l'oro è generalmente sensibile ai movimenti del dollaro USA, poiché è quotato in dollari, e che tassi di interesse più elevati tendono a pesare sul metallo, che non genera rendimenti. Fonte: FXStreet, tramite Mitrade Insights (mitrade.com). Le informazioni sono fornite esclusivamente a scopo informativo generale e le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.

Fonte: mitrade.com

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