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La CIBC taglia le previsioni sull'oro ma vede 5.500 dollari l'oncia nel 2028

I rialzisti sull'oro devono ricordare che le turbolenze geopolitiche non spingono sempre i metalli preziosi al rialzo. Secondo investingLive, le conseguenze su inflazione e tassi di interesse possono talvolta prevalere sulla domanda di bene rifugio, mentre il valore delle riserve d'oro accumulate potrebbe risiedere nel loro utilizzo quando uno shock, come una guerra, colpisce. Questa è la tensione centrale dell'ultimo outlook sui metalli preziosi della CIBC.

La banca ha tagliato in modo netto le proprie previsioni, poiché i prezzi più alti dell'energia, un dollaro USA più forte e una Federal Reserve più restrittiva complicano lo scenario, ma continua ad attendersi una ripresa consistente nei prossimi due anni, come riportato da investingLive. Nel rapporto di ottobre, la CIBC ha ridotto la previsione media per l'oro del 2027 a 5.200 dollari l'oncia, dai precedenti 6.500. La stima per il 2028 è scesa a 5.500 dollari, da 6.000, mentre la previsione per il quarto trimestre del 2026 è calata a 4.500 dollari, da 6.500.

Anche dopo queste revisioni, la CIBC resta al di sopra delle stime di consenso incluse nel rapporto, pari a 4.620 dollari per il 2027 e 4.451 dollari per il 2028. La CIBC ha dichiarato: «Nonostante questo ostacolo derivante dalla politica monetaria, riteniamo che l'elevato rischio geopolitico, le preoccupazioni fiscali e la continua diversificazione lontano dai titoli del Tesoro USA sosterranno la domanda di oro e favoriranno una ripresa nel corso del 2027 e del 2028». Al momento del rapporto, l'oro quotava 4.147 dollari, oltre il 25% in meno rispetto al picco di inizio anno vicino a 5.600 dollari.

Il rapporto descrive un mercato in cui il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha sostenuto la domanda di protezione, spingendo contemporaneamente al rialzo i prezzi del petrolio e le aspettative di inflazione. Ciò ha rafforzato il dollaro e spinto la Federal Reserve verso una politica più restrittiva, penalizzando un asset che non produce rendimenti come l'oro. Per gli operatori la combinazione è difficile: un maggiore rischio geopolitico può sostenere l'oro, ma un nuovo shock sui prezzi dell'energia può anche rafforzare le aspettative sui tassi che lo stanno frenando.

La fonte indica che i dati su inflazione e crescita sono quindi al centro dell'attenzione e che una ripresa sostenuta sarebbe più facile con un certo sollievo dai tassi reali e dal dollaro. Le previsioni rialziste si basano anche su un'ipotesi significativa sulla domanda di investimento. La CIBC prevede una domanda di ETF sull'oro pari a 1.000 tonnellate in ciascuno dei due anni 2027 e 2028, rispetto alle 35 tonnellate del 2026.

Si attende inoltre che gli acquisti delle banche centrali raggiungano 1.000 tonnellate annue in quei due anni. Per l'argento è previsto un ribasso ancora più marcato nel breve termine. La CIBC ha ridotto la previsione per il 2027 a 85 dollari l'oncia, dai precedenti 120, sebbene il valore resti ben al di sopra della stima di consenso del rapporto, pari a 66 dollari.

Il rame va nella direzione opposta: la CIBC ha alzato la previsione a 6,50 dollari per libbra per il quarto trimestre del 2026 e per entrambi gli anni 2027 e 2028. Le divergenti visioni della CIBC sui metalli riflettono driver diversi. Secondo il rapporto, come sintetizzato da investingLive, le prospettive migliorate del rame si basano sulla domanda fisica e su un'offerta limitata, mentre la ripresa dell'oro dipende in misura maggiore dai flussi di investimento e dall'evoluzione del contesto di politica monetaria.

Fonte: investingLive, che sintetizza l'outlook sui metalli preziosi della CIBC di ottobre 2026.

Fonte: investinglive.com

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