I mercati hanno aperto giovedì 22 ottobre 2026 sotto la pressione del rialzo dei prezzi del petrolio, delle tensioni in Medio Oriente, delle preoccupazioni legate alla spesa per l'intelligenza artificiale e dell'incertezza sulla politica della Federal Reserve, secondo l'Europe Fundamental Forecast di IC pubblicato sul suo blog ufficiale. Il greggio Brent è stato il fattore rialzista più evidente nella sessione asiatica, mentre i listini azionari asiatici si sono indeboliti. Lo yen è rimasto stretto tra gli effetti negativi delle costose importazioni di petrolio e il possibile sostegno derivante da una politica più restrittiva della Banca del Giappone.
Il dollaro USA mostra segnali di stabilizzazione dopo la recente debolezza, anche se IC ne descrive la direzione complessiva come incerta. I rendimenti più bassi dei Treasury e il rafforzamento delle valute concorrenti pesano sulla moneta statunitense, mentre le aspettative di una Federal Reserve cauta ma potenzialmente orientata a un inasprimento offrono un certo sostegno. Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione statunitensi, in programma alle 12:30 GMT, sono il principale dato in calendario per la sessione americana.
Secondo la sintesi di IC sulle comunicazioni della Federal Reserve, il FOMC ha alzato di 25 punti base il target sui fondi federali, portandolo al 3,75%-4,00%, nella riunione del 15-16 settembre 2026. La decisione è stata approvata all'unanimità, con 12 voti a favore e nessuno contrario, dopo che i tassi erano stati mantenuti al 3,50%-3,75% a luglio. La Fed ha affermato che la mossa mirava a sostenere il suo doppio mandato e a favorire un ritorno più tempestivo dell'inflazione all'obiettivo del 2%.
Le proiezioni di settembre collocano l'inflazione PCE headline mediana al 3,7% per il 2026, in calo al 2,3% nel 2027, al 2,1% nel 2028 e al 2,0% nel 2029. L'inflazione PCE core è prevista al 3,4% nel 2026, al 2,5% nel 2027 e al 2,2% nel 2028. La previsione mediana di crescita del PIL statunitense per il 2026 è stata alzata al 2,3% dal 2,2% di giugno, mentre la proiezione mediana per il tasso sui fondi federali alla fine del 2026 si attesta al 4,1%, rispetto al 3,8% delle proiezioni di giugno.
Il presidente Kevin Warsh continua a sottolineare l'importanza di riportare l'inflazione al 2%. La prossima riunione del FOMC è fissata per il 27-28 ottobre 2026. Secondo IC, l'oro è sotto pressione ribassista nel breve termine, poiché le preoccupazioni per l'inflazione legata al petrolio e le aspettative di un possibile rialzo dei tassi della Fed a dicembre pesano sui prezzi.
Il metallo prezioso ha recentemente scambiato vicino a 4.121 dollari l'oncia dopo aver toccato un minimo di una settimana. Il calo dei rendimenti dei Treasury e le tensioni geopolitiche, tuttavia, potrebbero limitare le perdite o innescare un rimbalzo. Il bias di IC per l'oro nel breve termine è Medium Bearish, ovvero ribassista moderato.
L'euro affronta prospettive prudenti. Le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della BCE potrebbero offrire sostegno, ma le preoccupazioni sul debito francese e l'incertezza sulla crescita economica restano ostacoli. IC sottolinea che i trader dovrebbero seguire l'intervento del governatore Panetta e la pubblicazione della fiducia dei consumatori, seguiti venerdì dai PMI dell'eurozona e dalla revisione del rating della Francia da parte di Moody's.
L'ultima decisione confermata della BCE, risalente al 23 luglio, ha mantenuto il tasso sui depositi al 2,25%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40% e il tasso sulle operazioni di finanziamento marginale al 2,65%. IC osserva che le prospettive della BCE per ottobre dipendono dall'esito della riunione del 10 settembre, che la fonte non descrive nel dettaglio. La prossima riunione della BCE è in programma il 29 ottobre 2026.
IC cita dati della BCE secondo cui il PIL dell'area euro si è attestato a 4.118,5 miliardi di euro nel secondo trimestre 2026, in crescita dell'1,2% rispetto al trimestre precedente e del 3,6% su base annua. La Survey of Professional Forecasters della BCE per il terzo trimestre prevede un'inflazione HICP headline del 2,7% nel 2026, in calo al 2,2% nel 2027 e al 2,0% nel 2028, mentre l'inflazione core è prevista al 2,4% nel 2026 e al 2,2% nel 2027. La crescita del PIL reale è stimata solo allo 0,6% nel 2026, seguita dall'1,2% nel 2027 e dall'1,3% nel 2028.
Questa combinazione di crescita debole e inflazione superiore all'obiettivo pone la BCE di fronte a un difficile compromesso di politica monetaria. I portafogli APP e PEPP continuano a ridursi, perché i rimborsi di capitale dei titoli in scadenza non vengono più reinvestiti. Il bias di IC per l'euro è Medium Bearish, ovvero ribassista moderato.
La Banca nazionale svizzera (SNB) ha mantenuto invariato il tasso di politica monetaria allo 0,00% nella riunione del 24 settembre, citando condizioni monetarie appropriate. L'inflazione svizzera è salita dallo 0,6% di maggio allo 0,8% di agosto, principalmente per effetto dei prezzi più alti dell'energia. La SNB prevede un'inflazione media dello 0,7% nel 2026, dello 0,8% nel 2027 e dello 0,8% nel 2028, ipotizzando che il tasso di politica monetaria resti allo 0%.
Prevede una crescita svizzera dell'1,5%-2% nel 2026 e di circa l'1,5% nel 2027. La SNB resta pronta a intervenire sul mercato dei cambi se necessario, in particolare se i movimenti del tasso di cambio diventano problematici. IC descrive le prospettive del franco come limitate da un surplus commerciale più debole e da tassi bassi, con la domanda di beni rifugio come possibile sostegno.
Il bias è Medium Bullish, ovvero rialzista moderato, e la prossima riunione della SNB è fissata per il 10 dicembre 2026. Secondo IC, la sterlina ha una prospettiva fondamentale moderatamente rialzista, perché l'inflazione nel Regno Unito è salita più del previsto. La Banca d'Inghilterra ha mantenuto il Bank Rate al 3,75% nella riunione del 17 settembre 2026, con il Comitato di politica monetaria che ha votato 6 a 3.
Tre membri hanno sostenuto un rialzo di 25 punti base, al 4,00%. L'inflazione CPI nel Regno Unito è salita al 3,1% ad agosto dal 2,9% di luglio, restando sopra l'obiettivo del 2%. Il CPI core si è attestato al 2,6%, mentre l'inflazione dei servizi è al 3,4%.
La BoE prevede che l'inflazione salga ulteriormente nei prossimi trimestri, con un impatto finale che dipenderà da quanto a lungo i prezzi dell'energia resteranno elevati a causa del conflitto in corso in Medio Oriente. La sterlina ha guadagnato terreno sia contro il dollaro USA sia contro l'euro, ma IC avverte che le notizie positive sull'inflazione potrebbero essere già scontate dal mercato. Oggi sono in agenda anche i commenti del governatore Bailey e le indagini sulle imprese britanniche.
La BoE sta inoltre rivedendo il ritmo e la struttura della riduzione del proprio bilancio, incluso un rallentamento delle vendite di gilt. La prossima riunione della BoE è fissata per il 5 novembre 2026. Secondo IC, il dollaro canadese scambia vicino al massimo di quattro settimane, mentre i mercati anticipano la decisione della Banca del Canada del 28 ottobre.
Nella riunione del 2 settembre 2026, la Banca del Canada ha mantenuto il target del tasso overnight al 2,25%, per la settima volta consecutiva, con il tasso ufficiale di sconto al 2,50% e il tasso sui depositi al 2,20%. Il governatore Tiff Macklem ha affermato che la banca resta pronta a modificare la politica, se necessario, per preservare la stabilità dei prezzi. Il PIL canadese è cresciuto del 3,3% su base annualizzata nel secondo trimestre 2026, dopo una crescita molto debole nel primo trimestre.
L'occupazione è aumentata di 75.000 unità a luglio e il tasso di disoccupazione è sceso al 6,4%. Il CPI headline è salito al 3,0% su base annua a luglio dal 2,8% di giugno, trainato soprattutto dalla benzina, aumentata del 25,7% su base annua. Il CPI al netto della benzina si è attestato al 2,2%.
La banca stima che i prodotti direttamente colpiti dai nuovi dazi statunitensi rappresentino circa il 5% delle esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti. Il bias di IC per il dollaro canadese è Medium Bullish, ovvero rialzista moderato. I prezzi del petrolio sono in rialzo, con l'escalation delle tensioni in Medio Oriente e il calo delle scorte statunitensi di greggio a sostenere il mercato.
Il Brent scambia intorno a 110 dollari al barile, mentre il WTI si aggira vicino a 98 dollari nelle prime contrattazioni. La ripresa delle esportazioni dal Golfo potrebbe limitare i guadagni, ma IC individua nel rischio di nuovi attacchi e di interruzioni delle spedizioni il principale fattore rialzista. Il bias di IC per il petrolio nel breve termine è Strongly Bullish, ovvero fortemente rialzista.
Le cifre e le valutazioni contenute in questo articolo sono tratte dall'Europe Fundamental Forecast di IC del 22 ottobre 2026, che raccoglie le comunicazioni delle banche centrali di Federal Reserve, BCE, Banca nazionale svizzera, Banca d'Inghilterra e Banca del Canada, insieme ai dati dell'ECB Survey of Professional Forecasters. I bias di breve termine sono valutazioni di trading proprie di IC e non costituiscono previsioni ufficiali di alcuna banca centrale.
Fonte: ic.com