Southern Copper Corporation ha annunciato risultati record per il terzo trimestre del 2026, con vendite nette, EBITDA rettificato e utile netto tutti ai massimi trimestrali, ma il titolo ha chiuso in calo dopo la pubblicazione. Secondo Investing.com, che ha pubblicato la trascrizione della conference call sugli utili della società del 22 ottobre 2026, il titolo è sceso del 6,78%, a 184,64 dollari dai precedenti 198,07 dollari. Investing.com attribuisce la flessione alla preoccupazione degli investitori per l'avvio ritardato del progetto Tía María, per la mancanza di indicazioni dettagliate sul 2027 e per i dubbi su quanto a lungo i prezzi del rame potranno sostenere i profitti.
Le vendite nette del terzo trimestre sono cresciute del 39% su base annua, raggiungendo 4,7 miliardi di dollari, trainate soprattutto dai prezzi più alti delle materie prime piuttosto che da volumi maggiori, come ha spiegato Raul Jacob, Vice Presidente Finanza, Tesoriere e CFO, intervenendo alla call. L'utile per azione di 2,15 dollari ha superato la stima di consenso di 1,96 dollari citata da Investing.com. L'EBITDA rettificato è salito del 54% fino al record di 3,0 miliardi di dollari, con un margine del 65% rispetto al 59% di un anno prima.
L'utile netto è aumentato del 63% fino al record di 1,8 miliardi di dollari. Il flusso di cassa operativo ha raggiunto 2,2 miliardi di dollari nel trimestre e 5,9 miliardi di dollari nei primi nove mesi del 2026. I costi di cassa hanno rappresentato un fattore chiave per la redditività.
Il costo operativo di cassa per libbra di rame, al netto dei crediti da sottoprodotti, è stato di 0,09 dollari nel terzo trimestre, rispetto a 0,52 dollari un anno prima, poiché i ricavi da crediti per sottoprodotti sono saliti del 31% a 1,2 miliardi di dollari. Prima dei crediti da sottoprodotti, il costo operativo di cassa è stato di 2,46 dollari per libbra, dato che, secondo il management, riflette maggiori costi di produzione e amministrativi, parzialmente compensati da premi e benefici di trattamento e raffinazione. La produzione di rame nel trimestre è stata di 232.396 tonnellate, in calo dell'1% su base annua.
Jacob ha spiegato che la produzione in Perù è diminuita del 6% a causa di tenori del minerale e tassi di recupero più bassi nelle miniere di Toquepala e Cuajone, mentre l'output messicano è cresciuto del 2,5%, soprattutto grazie a una maggiore produzione nelle miniere di Buenavista ed Encina. La produzione cumulata dell'anno è scesa del 2,9% a 693.602 tonnellate. Per l'intero 2026 la società prevede di produrre 918.000 tonnellate di rame, circa lo 0,7% in più rispetto al piano iniziale.
Il molibdeno, principale sottoprodotto, ha registrato una media di 32,93 dollari per libbra nel trimestre, in aumento rispetto a 24,30 dollari di un anno prima, e la società prevede una produzione 2026 di 29.000 tonnellate, superiore del 12% al piano. L'argento ha avuto una media di 62,80 dollari per oncia, contro 39,56 dollari nel terzo trimestre del 2025. Sul mercato del rame, Jacob ha affermato che il prezzo LME del rame ha avuto una media di 6,41 dollari per libbra nel terzo trimestre, con un aumento del 44% rispetto a 4,24 dollari un anno prima, mentre il prezzo COMEX ha avuto una media di 6,48 dollari per libbra, in rialzo del 34%.
Le scorte totali di rame nei magazzini di LME, COMEX, Shanghai e Londra ammontavano a 1.105.000 tonnellate al 9 ottobre 2026, quantità che, secondo la società, potrebbero coprire circa 14 giorni di domanda globale. Il management ha descritto il bilancio del mercato 2026 come un leggero deficit oppure un leggero surplus, una formulazione che ha lasciato poco chiara la direzione dell'equilibrio. La principale preoccupazione degli investitori riguarda il progetto Tía María.
Il management ha affermato che le operazioni sono ora previste a partire dalla prima metà del 2028, più tardi del precedente obiettivo del quarto trimestre 2027, a causa di tempi di montaggio meccanico più lunghi e di lavori di ingegneria. Il progetto, concepito per produrre 120.000 tonnellate annue di catodi di rame SX-EW nei primi anni, era completato al 50% a settembre, con 884 milioni di dollari investiti e 1,1 miliardi di dollari impegnati al 30 settembre. Interrogato dall'analista di Morningstar Carlos De Alba sull'eventualità che il ritardo faccia salire la spesa in conto capitale, Jacob ha risposto di no, precisando che non sono ancora state segnalate variazioni del CapEx e che la società affronterà investimenti in conto capitale e produzione 2027 nella call di gennaio.
Il management ha illustrato anche altri progetti. El Pilar, in Sonora, Messico, dovrebbe produrre 36.000 tonnellate annue di catodi di rame, con un investimento di 551 milioni di dollari, costruzione al via nel primo trimestre 2027 e produzione nella seconda metà del 2029. Los Chancas, in Perù, con un costo di capitale stimato in 2,6 miliardi di dollari, punta a produrre 130.000 tonnellate di rame l'anno a partire dal 2031, sebbene circa 200 minatori illegali occupino ancora la concessione e debbano lasciarla prima che i lavori ambientali e autorizzativi possano accelerare.
Michiquillay, in Perù, con un investimento stimato in 2,5 miliardi di dollari, dovrebbe produrre 225.000 tonnellate di rame l'anno dal 2032. La società sta inoltre valutando un'espansione dell'operazione di Cuajone da 90.000 a 120.000 tonnellate al giorno di capacità di macinazione, con un costo di capitale stimato in 680 milioni di dollari e una decisione attesa all'inizio del 2027. Sono inoltre in corso studi per un'opzione da 150.000 tonnellate al giorno.
Jacob ha dichiarato che il programma di investimenti di capitale della società per questo decennio supera i 21 miliardi di dollari. Sul fronte dei costi, Jacob ha affermato che i costi di cassa del quarto trimestre 2026 prima dei sottoprodotti dovrebbero essere in linea o leggermente migliori rispetto al terzo trimestre, e che nel 2027 dovrebbero attestarsi intorno ai livelli attuali o essere leggermente inferiori, con indicazioni dettagliate sul 2027 attese a gennaio. Gli analisti hanno inoltre chiesto delle commissioni di trattamento e raffinazione negative in Cina.
Jacob ha spiegato che queste condizioni rendono difficile investire in nuove fonderie, sebbene i prezzi elevati dell'acido solforico sostengano i ricavi. Southern Copper ha anche aumentato il dividendo trimestrale in contanti a 1,30 dollari per azione e ha deliberato un dividendo in azioni pari a 0,0126 azioni per ogni azione posseduta, pagabile il 19 novembre ai soci registrati al 3 novembre 2026. Investing.com, citando i dati di InvestingPro, riporta un rendimento da dividendo del 2,22% e 31 anni consecutivi di pagamenti di dividendi.
La stessa fonte sostiene che l'analisi del valore equo di InvestingPro suggerisce che il titolo appare attualmente sopravvalutato, un elemento che ha contribuito alla cautela di alcuni investitori. Fonte: trascrizione della conference call di Investing.com del 22 ottobre 2026; dichiarazioni di Raul Jacob, CFO di Southern Copper Corporation; domande degli analisti di Morningstar, Bradesco BBI, Goldman Sachs, UBS, CICC, Scotiabank, Wells Fargo e HSBC durante la call.
Fonte: investing.com