Il mercato del rame sta subendo un cambiamento fondamentale da una dinamica guidata dalla domanda a una crisi di liquidità dell'offerta, secondo l'analisi di Deutsche Bank. Con le scorte globali di rame ai minimi storici, il mercato è sempre più caratterizzato dalla concorrenza tra gli acquirenti per assicurarsi un pool limitato di offerta spot piuttosto che dai tradizionali modelli di crescita della domanda. L'analista di Deutsche Bank Daniel Ghali prevede che i prezzi del rame raggiungeranno 22.050 dollari per tonnellata metrica entro il secondo trimestre 2027, rappresentando un aumento di oltre il 50% rispetto ai livelli attuali.
Ghali caratterizza l'ambiente attuale come una "corsa storica al metallo" e avverte che la stretta dell'offerta potrebbe intensificarsi se l'accumulo di scorte continua al ritmo attuale. In uno scenario del genere, l'offerta di rame disponibile agli utenti globali al di fuori delle principali nazioni che costituiscono scorte strategiche potrebbe esaurirsi entro la fine del 2028. Il mercato affronta molteplici pressioni simultanee, incluso l'accumulo continuato di scorte del governo degli Stati Uniti, la domanda di reintegro, significativi disturbi all'offerta di rame raffinato e un equilibrio domanda-offerta globale inaspettatamente stretto.
La distribuzione delle scorte di rame tra le regioni sta creando una particolare tensione, poiché Deutsche Bank stima che le scorte dei consumatori negli Stati Uniti e nei principali mercati asiatici potrebbero rappresentare il 71% dell'offerta globale totale entro la fine dell'anno se le tendenze attuali persistono. La Cina accumula riserve strategiche di rame da decenni, mentre la minaccia dei dazi americani sulle importazioni di rame sta incoraggiando quantità aggiuntive di metallo a spostarsi nei magazzini americani. Questa concentrazione lascia offerta spot considerevolmente inferiore disponibile ai consumatori in altre regioni.
Anche se gli Stati Uniti alla fine decidessero contro l'imposizione di dazi sul rame, le dinamiche strutturali del mercato potrebbero impedire al metallo accumulato di tornare al mercato globale. I futures sul rame statunitensi attualmente vengono scambiati a un premio rispetto alla London Metal Exchange (LME), e il rame che è entrato nel sistema di stoccaggio americano potrebbe continuare a circolare tra le località americane piuttosto che fluire di nuovo verso altri mercati. La carenza di acido solforico, un input critico nelle operazioni di estrazione e raffinazione del rame, è emersa come un vincolo all'offerta sottovalutato.
Quasi la metà dell'offerta mondiale di zolfo via mare proviene dal Medio Oriente, e i disturbi intorno allo Stretto di Hormuz hanno significativamente ristretto la disponibilità. Il Cile, che si classifica come il più grande produttore mondiale di rame, ha registrato la produzione più debole del secondo trimestre in almeno 19 anni e ha ridotto la sua previsione di produzione per l'intero anno per il secondo trimestre consecutivo, ora prevedendo un calo della produzione del 2,6%. L'International Copper Study Group prevede che l'offerta mineraria globale crescerà solo dell'1,6% quest'anno.
I prezzi attuali del rame rimangono insufficienti per innescare una sostituzione su larga scala con materiali alternativi come l'alluminio, nonostante i vantaggi economici di quest'ultimo. Deutsche Bank nota che fino a quando i prezzi non raggiungono livelli che cambiano materialmente il comportamento degli utenti finali, il mercato probabilmente rimarrà vincolato tra le scorte in diminuzione e la concorrenza per l'offerta spot rimanente, continuando a supportare prezzi del rame elevati. La domanda di rame ha accelerato bruscamente, guidata da tendenze strutturali tra cui l'elettrificazione, lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, la spesa per la difesa e l'urbanizzazione nei mercati emergenti.
I vincoli di offerta combinati con rigidi modelli di domanda a lungo termine potrebbero spingere i prezzi di compensazione del mercato di base significativamente più alti. Le condizioni di mercato attuali somigliano ai primi stadi dei precedenti cicli di materie prime pluriennali, secondo la valutazione di Deutsche Bank. Gli analisti di Jefferies hanno rafforzato le opinioni che la produzione mineraria rimane strettamente vincolata, notando che i rischi per l'offerta complessiva rimangono fermamente orientati al ribasso nonostante alcune importanti operazioni stiano aumentando la produzione.
Fonte: The Economic Times, articolo di Veer Sharma, ETMarkets.com
Fonte: economictimes.indiatimes.com