L'argento resta sotto forte pressione di vendita, poiché segnali economici contrastanti e una politica monetaria restrittiva della Federal Reserve rendono sempre più vulnerabile lo storico livello di supporto a 50 dollari, secondo l'analista di FXEmpire Christopher Lewis. La stima anticipata del PIL del Bureau of Economic Analysis (BEA) statunitense, pubblicata il 29 ottobre, mostra che le vendite finali agli acquirenti privati nazionali sono cresciute a un tasso annualizzato del 4,9% nel terzo trimestre del 2026, dopo il 4,6% del secondo trimestre. Nello stesso periodo la crescita reale del PIL statunitense è accelerata dal 2,2% al 3,4%.
L'analista avverte che questo indicatore combina la spesa dei consumatori e gli investimenti fissi privati, quindi fornisce un quadro generale della domanda piuttosto che una stima diretta del consumo industriale di argento. I dati mensili suggeriscono un quadro più cauto. Secondo le stime del BEA per settembre, diffuse giovedì, la spesa reale per consumi personali (PCE) è aumentata di meno dello 0,1%, riportata come 0,0% dopo l'arrotondamento, nonostante un aumento dello 0,5% della spesa nominale.
Il reddito disponibile reale è sceso dello 0,3%. L'analisi osserva che una maggiore spesa in dollari non implica necessariamente che gli acquirenti stiano acquistando più beni, poiché alcuni aumenti possono riflettere i prezzi. I dati della Federal Reserve sulla produzione industriale, pubblicati il 16 ottobre, stimano un aumento dello 0,3% della produzione manifatturiera di settembre, dopo un calo dello 0,2% ad agosto.
Il dato di settembre resta provvisorio, mentre quello di agosto è stato rivisto. La Federal Reserve ha mantenuto il proprio intervallo obiettivo al 3,75%-4% il 28 ottobre, e il rapporto PCE di settembre ha mostrato un'inflazione ancora superiore all'obiettivo di lungo periodo della banca centrale. L'analisi sostiene che la resilienza industriale e la restrizione monetaria potrebbero spingere il mercato dell'argento in direzioni opposte.
I dati del Dipartimento del Tesoro statunitense mostrano che il rendimento reale a par a 10 anni è sceso al 2,63% il 29 ottobre, dal 2,67% della seduta precedente. L'analisi osserva che un rendimento reale più basso può ridurre il costo opportunità della detenzione di metalli preziosi, ma lo descrive come solo uno dei fattori che influenzano il prezzo dell'argento, con un rapporto con l'oro e con i rendimenti che varia a seconda del modo in cui gli investitori valutano in modo diverso i fattori monetari e industriali. Il bollettino preliminare del CME Group del 29 ottobre riporta che il contratto COMEX sull'argento con scadenza dicembre 2026 ha chiuso a 52,38 dollari l'oncia, in calo di 1,28 dollari.
L'analisi afferma che la debolezza è proseguita venerdì. Il grafico dei future giornalieri citato nell'analisi mostra prezzi a 50,28 dollari, al di sotto dell'ex zona di supporto tra 55 e 60 dollari e della media mobile a 60,06. Il dato di chiusura e il riferimento al grafico sono riportati separatamente dalla fonte.
L'Employment Cost Index, previsto alle 8:30 ora orientale statunitense, è stato indicato come il prossimo dato economico interno da monitorare. Sul fronte dell'offerta, l'analisi osserva che non sono stati verificati in modo indipendente nuovi dati ufficiali sulla produzione mineraria, sulle scorte di borsa o sui posizionamenti a supporto di un'affermazione su nuove giacenze fisiche. Sottolinea inoltre che il numero di contratti aperti sui future non misura necessariamente il metallo disponibile.
Sul piano tecnico, l'analista descrive il livello di 50 dollari come significativo, con una memoria di mercato che risale agli anni Settanta, e afferma che una rottura di quel livello sarebbe uno sviluppo estremamente negativo. Secondo l'analista, i rimbalzi di breve termine potrebbero ancora offrire opportunità di vendita, e lo scenario rialzista al momento non esiste. Fonti: FXEmpire (analisi di Christopher Lewis); Bureau of Economic Analysis (stima anticipata del PIL del terzo trimestre 2026 e reddito personale e spesa di settembre 2026); Federal Reserve (comunicato sulla produzione industriale del 16 ottobre 2026 e decisione di politica monetaria del 28 ottobre 2026); Dipartimento del Tesoro statunitense (curva dei rendimenti reali a par, 29 ottobre 2026); CME Group (bollettino preliminare del 29 ottobre); Bureau of Labor Statistics (calendario di pubblicazione dell'Employment Cost Index).
Fonte: fxempire.com