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L'argento mette alla prova la tenuta della scarsità fisica di fronte alla pressione della Fed

L'argento scambia ben al di sotto del livello di inizio ottobre, mentre il mercato valuta un bilanciamento fisico in restringimento contro un contesto macroeconomico favorevole a tassi di interesse più alti. Secondo Yazeed Abu Summaqa, analista di mercato di Equiti, l'argento è sceso da oltre 60 dollari all'inizio di ottobre a circa 51 dollari, perdendo circa il 14% nel corso del mese e sottoperformando l'oro. Il mercato dovrebbe comunque registrare un sesto deficit annuale consecutivo dell'offerta.

Il calo più recente si è accentuato dopo che il PIL statunitense è cresciuto del 3,4% su base annualizzata nel terzo trimestre, mentre l'inflazione PCE è rimasta elevata. Equiti osserva che questi dati indicano che l'economia è in grado di reggere una politica restrittiva e hanno lasciato alla Fed meno motivi per escludere un ulteriore rialzo dei tassi a dicembre. L'argento è più esposto a questo scenario rispetto all'oro, perché nessuno dei due metalli offre un rendimento e entrambi tendono a perdere attrattiva quando i tassi salgono.

L'argento porta con sé anche il rischio aggiuntivo che una stretta creditizia, prezzi dell'energia più alti e una minore spesa in conto capitale possano rallentare l'attività industriale. Il rapporto oro-argento si è ampliato, passando da sotto quota 70 alla fine di settembre a circa 78. Equiti lo interpreta come un segnale che gli investitori non hanno abbandonato i metalli preziosi, ma sono diventati più selettivi.

L'oro ha beneficiato dell'incertezza geopolitica e della domanda delle banche centrali, mentre gli investitori in argento chiedono uno sconto maggiore per la sua esposizione industriale e la sua maggiore volatilità. Il World Silver Survey stima una domanda totale di argento di circa 1,11 miliardi di once nel 2026, a fronte di un'offerta di circa 1,07 miliardi di once, con un disavanzo di 46,3 milioni di once. Questo divario viene colmato dal metallo accumulato negli anni precedenti, incluse le scorte fuori dai circuiti ufficiali, i magazzini delle borse, le detenzioni degli investitori e il metallo riciclato.

I magazzini COMEX detenevano quasi 336 milioni di once il 28 ottobre, di cui circa 105 milioni di once registrate per la consegna. Le scorte registrate erano aumentate nel mese precedente, il che, secondo Equiti, indica che il mercato dei futures non stava affrontando una carenza immediata di metallo consegnabile. La produzione mineraria è prevista a circa 844 milioni di once quest'anno, in lieve variazione rispetto al 2025.

Equiti sottolinea che la maggior parte dell'argento viene prodotta come sottoprodotto dell'estrazione di piombo, zinco, rame e oro, e che solo una minoranza della produzione mondiale proviene da miniere sviluppate principalmente per l'argento. Di conseguenza, prezzi più alti non possono creare rapidamente nuova offerta mineraria, e prezzi in calo non eliminano immediatamente una grande quantità di produzione. La domanda industriale di argento dovrebbe calare del 3%, a circa 640 milioni di once nel 2026.

Equiti lo attribuisce soprattutto al thrifting, ovvero alla riduzione della quantità di materiale impiegata per unità prodotta: i produttori di pannelli solari riducono l'argento necessario per unità di output in risposta agli alti prezzi. Data center, intelligenza artificiale, veicoli elettrici e investimenti nelle reti elettriche si muovono in direzione opposta, e l'argento resta importante nei contatti elettrici, nei connettori, nei sistemi di potenza e nei semiconduttori grazie alla sua elevata conducibilità. Equiti sostiene che questi settori migliorano le prospettive di domanda nel lungo periodo, ma non sono ancora abbastanza grandi da compensare il calo nell'uso solare.

La domanda di monete e lingotti fisici dovrebbe salire a circa 258 milioni di once quest'anno, mentre futures e investimenti negoziati in borsa sono stati meno sostenuti durante la recente correzione. Il posizionamento speculativo sull'argento COMEX si è avvicinato al limite inferiore del suo range biennale, secondo i dati CFTC citati da Investing.com. Ciò riduce una fonte di vendite forzate, ma lascia anche più posizioni corte che potrebbero dover essere chiuse se le prospettive monetarie dovessero cambiare.

Equiti evidenzia che i rendimenti dei Treasury sono scesi in alcune fasi del sell-off tecnologico, eppure l'argento ha continuato a calare. L'analisi suggerisce che il motivo del calo dei rendimenti è determinante: gli acquisti di obbligazioni guidati dal timore di una crescita più debole non avvantaggiano automaticamente l'argento, mentre un calo dei rendimenti dovuto a un'inflazione più contenuta e a una minore probabilità di ulteriori strette della Fed ridurrebbe il costo opportunità di detenere il metallo. Un segnale più accomodante della Fed potrebbe riportare sul mercato gli acquirenti di ETF, incoraggiare i trader sui futures a ricostruire posizioni long e costringere alcuni investitori ribassisti a comprare contratti per coprire le posizioni corte.

L'articolo non fornisce un obiettivo di prezzo specifico. La sua tesi centrale è che l'argento stia verificando se la scarsità fisica, alimentata da un sesto deficit annuale consecutivo e dalla lenta crescita dell'offerta mineraria, possa resistere alla pressione di una Fed che potrebbe mantenere i tassi elevati. Fonti: analisi di mercato di Equiti a cura di Yazeed Abu Summaqa; World Silver Survey (stime di domanda e offerta 2026); Datatrack (dati sui magazzini COMEX); Investing.com (posizionamento speculativo CFTC); TradingView (rapporto oro-argento); Trading Economics (argento e rendimenti dei Treasury USA a 10 anni).

Fonte: equiti.com

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