La pipeline di progetti sul rame ha registrato per anni prestazioni inferiori alle attese e nel commento del 27 ottobre 2026 l'analista di CRU Piers Montgomery si chiede se il lato dell'offerta stia finalmente rispondendo alla crescita della domanda. CRU classifica i progetti come « probabili » o « possibili » nella sua metodologia gateway. Secondo il monitoraggio periodico di CRU sulle decisioni finali di investimento (FID), le approvazioni sono state sufficienti a colmare il divario di offerta in soli tre anni dell'ultimo decennio.
L'ultima edizione del Copper Long Term Market Outlook (CLTMO) di CRU segnala che nei 12 mesi precedenti sono stati approvati nove progetti con una capacità complessiva di 826 kt/anno di rame. CRU prevede che la quantità di nuove tonnellate necessarie salga a 8,17 Mt entro il 2036. Il commento evidenzia Tia Maria in Perù, diventato il simbolo delle difficoltà legate ai criteri ESG che il settore deve affrontare, e l'approvazione di MARA nell'ambito del Regime di Incentivi per i Grandi Investimenti (RIGI) argentino, annunciata nell'ottobre 2026.
CRU considera l'approvazione di MARA un'ulteriore prova del fatto che i progetti Tier 1 possono avanzare. Tuttavia, CRU segnala anche elementi di cautela. Il ritardo medio ponderato tra FID e primo output è salito a tre anni e mezzo e il tempo dedicato ad autorizzazioni, ingegneria e approvvigionamento (PEP) è aumentato del 55%, secondo il CLTMO di CRU di aprile 2025.
Diversi progetti chiave sono stati recentemente rinviati. La data di avvio del New Mining Level di El Teniente in Cile è slittata dal 2025 al 2027, mentre Grasberg Kucing Liar in Indonesia è passato dal 2029 al 2030. CRU segnala inoltre che la messa in servizio del progetto Baimskaya in Russia, oltre il Circolo Polare Artico, comporta un rischio di realizzazione elevato a causa di infrastrutture imponenti, tra cui un nuovo porto e quattro unità galleggianti dedicate di generazione nucleare da 106 MWe.
Sotto il titolo « I prezzi record non sono ancora una manna per l'economia dei progetti… », CRU osserva che la pipeline di 239 progetti probabili e possibili include solo 75 progetti già presenti nel 2016. Diverse società stanno riconsiderando le opzioni di sviluppo nei principali distretti minerari attraverso collaborazioni, che potrebbero consentire uno sfruttamento più efficiente dei corpi minerari (Andina/Los Bronces), infrastrutture condivise (Collahuasi/Quebrada Blanca) o costi aziendali e della catena di fornitura più bassi (Copper World/Cactus). CRU sottolinea che l'intensità di capitale media è aumentata del 38% in termini reali dall'inizio del decennio.
I forti rialzi dei prezzi del rame e dei crediti per i sottoprodotti hanno spinto alcuni proprietari a riavviare gli studi, ma nella maggior parte dei casi le maggiori proiezioni di ricavi sono state compensate da spese in conto capitale e/o costi operativi più elevati. Di conseguenza, i tassi interni di rendimento non hanno generalmente raggiunto livelli sufficienti ad attrarre capitali, sebbene CRU ritenga che gli attuali prezzi del rame possano segnalare un cambio di paradigma. Il progetto Jervois Range nel Territorio del Nord dell'Australia, presente nella pipeline di CRU da oltre un decennio, viene citato come esempio: il proprietario KGL Resources ha completato un aumento di capitale di 300 milioni di AU$ tra luglio e agosto e, insieme a un accordo di streaming con Wheaton Precious Metals, ciò copre integralmente la costruzione del progetto da 30 kt/anno.
CRU avverte anche sul profilo di proprietà della pipeline. Le società occidentali detengono oltre 11,7 Mt di rame non ancora impegnato, ma hanno aggiunto solo 636 kt/anno di produzione incrementale tra il 2007 e il 2025, il bilancio di realizzazione più debole tra le coorti analizzate. Le società cinesi hanno registrato nello stesso periodo un tasso di crescita annuo composto del 13%, ma possiedono collettivamente solo l'11% delle tonnellate nella pipeline 2026.
CRU osserva che ciò potrebbe sottostimare la loro influenza, data una strategia anticiclica, come l'acquisto da parte di CMOC di una quota di maggioranza di Tenke Fungurume nella Repubblica Democratica del Congo durante il ribasso del 2016. Nonostante gli sviluppi positivi in siti più piccoli, tra cui Jervois Range, Havieron, Mount Lyell, Sulphur Springs in Australia e Nussir in Norvegia, CRU non ha ancora registrato alcun progetto Tier 1 con FID positiva nel 2026. Reko Diq in Pakistan, in passato tra i progetti meglio posizionati per entrare in produzione prima della fine del decennio, affronta ora un futuro incerto.
Il proprietario Barrick ha dichiarato ad aprile di aver rallentato l'attività di sviluppo e di aver prolungato una revisione, avvertendo di significativi aumenti delle stime di capex: da 5,6 a 6 miliardi di dollari per la Fase 1 e da 3,3 a 3,6 miliardi per la Fase 2. CRU afferma che solo due progetti greenfield Tier 1 della pipeline potrebbero aggiungere offerta di rame prima del 2030, Santa Cruz e Copper World, entrambi negli Stati Uniti. I progetti che hanno raggiunto la FID quest'anno hanno complessivamente totalizzato solo circa 150 kt/anno, il che, secondo CRU, rende difficile sostenere che l'attività della pipeline si sia accelerata.
Tuttavia CRU ritiene che le condizioni siano mature per un cambiamento. Negli ultimi 24 mesi CRU ha aggiunto alla propria pipeline oltre 4 Mt di potenziale rame, in gran parte collocati nel terzo e quarto quartile della curva dei costi del settore. Utilizzando un prezzo medio del rame da inizio anno di 13.444 dollari/t, CRU calcola che 144 progetti minerari di rame siano teoricamente sostenibili, quasi il doppio del numero necessario a colmare il divario di offerta.
Le società minerarie già operative generano un significativo flusso di cassa libero e le valutazioni elevate dei junior e degli esploratori facilitano la raccolta di capitali per gli studi di sviluppo. Programmi governativi come il RIGI in Argentina e Project Vault negli Stati Uniti sono inoltre considerati favorevoli all'industria del rame, poiché i governi sono sempre più consapevoli della concorrenza per i capitali tra giurisdizioni e della necessità di resilienza della catena di approvvigionamento. CRU conclude che il lato dell'offerta dispone ora di risorse finanziarie, opzioni e incentivi, e che il quadro potrebbe essere molto diverso già tra un anno.
Fonte: CRU Group, « Activity in copper project pipeline finally accelerating? », di Piers Montgomery, 27 ottobre 2026 (crugroup.com, Thought Leadership). Le pubblicazioni CRU citate includono il Copper Long Term Market Outlook (edizioni di aprile 2025 e più recente) e il Copper Market Outlook.
Fonte: crugroup.com